C’è del Dna sotto le unghie di Domenico Maurantonio, il ragazzo morto dopo essere caduto dal quinto piano dell’hotel mentre era in gita a Milano. E nel suo stomaco è stata trovata una quantità di alcol maggiore rispetto a quella rilevata nel sangue. Sono le rivelazioni degli accertamenti medici che, oltretutto, avrebbero escluso tracce di droghe, ma gli esiti delle analisi sono ancora parziali.

I residui di Dna dovranno essere analizzati dai consulenti nominati dal pm Claudio Gittardi, che coordina le indagini condotte dalla Squadra mobile di Milano, e comparati con altro materiale biologico raccolto nel corso dell’inchiesta. Le tracce di alcool nello stomaco invece, in quanto non smaltite dall’organismo, potrebbero aiutare a fare luce sull’orario della morte del 19enne, che per ora è compreso in una fascia che va dalle 5,30 alle 7 del mattino. I consulenti Giulio Giovannetti, Luca Sironi e Marzio Capra, che stanno conducendo gli accertamenti medico-legali, tossicologici e genetici, non hanno ancora depositato in Procura la loro prima relazione parziale sugli esami condotti e dovrebbero farlo tra domani, 5 giugno, e i prossimi giorni.

Domenico Maurantonio è morto il 10 maggio a Milano, mentre era in gita scolastica con la sua classe per vedere ExpoUna volta esclusa l’ipotesi dell’incidente, per gli investigatori l’idea più probabile è rimasta a lungo quella dello scherzo finito male. Si era parlato di un lassativo versato per goliardia in un bicchiere di birra del giovane. I risultati delle prime analisi ematiche tuttavia, hanno escluso la presenza della sostanza nel sangue. In ogni caso, non si esclude nemmeno, al momento, l’ipotesi della colluttazione. Gli investigatori indagano anche su comportamenti anomali da parte del ragazzo o di alcuni compagni di classe nel corso della nottata. Sembrano invece improbabili le ipotesi del suicidio e quella del “problema neurologico” fatta dai compagni di classe del padovano.