Due minorenni risultano ancora ricercati per la morte di una donna e il ferimento di altre otto persone, investiti ieri sera a Roma da un’auto in fuga, inseguita dalla polizia. Gli investigatori hanno identificato uno dei due, che si trovava a bordo dell’automobile, il cui nome è già stato segnalato alla Procura della Repubblica dei minori. Il giovane in questione è stato denunciato per concorso in omicidio volontario, imputazione identica a quella contestata alla ragazza di 17 anni fermata ieri – e anche lei a bordo del veicolo – dopo il tragico incidente. Il ragazzino ha 16 anni ed è il compagno della 17enne: i due hanno un figlio. Intanto da mercoledì sera sono stati rafforzati i controlli nei campi rom della Capitale. La ragazza di 17 anni arrestata ieri abita nel campo La Monachina. 

L’appello della famiglia di uno dei ricercati: “Consegnati”
“Vogliamo chiedere scusa alla famiglia della vittima dell’incidente e a tutti i feriti. Se potessimo incontrare quelle persone, chiederemmo loro perdono” dicono i familiari del ragazzo.  “Stiamo provando a chiamarlo al telefono ma non risponde, non sappiamo dove è. Se torna qui lo porteremo dal magistrato che deciderà cosa fare” dice Claudia la sorella di uno dei due minori ricercati. “Sto provando a chiamare mio figlio ma non risponde. Ha 17 anni, forse ha paura della polizia”, dice la madre di uno dei due minori ricercati visibilmente scossa. La donna parla nella sua baracca nell’insediamento della Monachina dove risiede anche l’altra ragazza 17enne arrestata. “Gli diciamo di tornare da noi poi deciderà il magistrato cosa fare“, aggiunge la sorella. Il padre del ragazzo ha anche tentato di prendersi la colpa dell’accaduto sostenendo di essere ubriaco, ma dopo essere stato sentito in Questura è stato riportato nel campo.

La dinamica – Le persone coinvolte nell’incidente stavano aspettando l’autobus a una fermata in via Boccea, quando una Lancia Lybra li ha falciati a tutta velocità senza rallentare, uccidendo sul colpo una donna filippina di 44 anni. A terra sono rimaste altre quattro persone. L’auto, inseguita da una volante della polizia che le aveva intimato l’alt poco prima, ha proseguito la corsa e ha investito altre due donne in motorino e un’altra a piedi. I tre a bordo hanno poi abbandonato la macchina e due di loro, i ricercati, sono fuggiti a piedi, con gli agenti alle calcagna. Una ragazza rom 17 anni è stata bloccata ed è ora accusata di omicidio volontario. I responsabili sarebbero tutti nomadi del campo della Monachina. 

Fuori pericolo gli otto feriti
Intanto sono tutti fuori pericolo gli otto feriti. Anche la più grave, una cittadina filippina trasportata in codice rosso al San Camillo, non è più in pericolo di vita. La donna ha lasciato la terapia intensiva ed è stata trasferita nel reparto di ortopedia per essere sottoposta a un intervento all’omero. Tre dei sette feriti erano stati ricoverati in codice rosso. Due donne romane, di 19 e 32 anni, erano state portate al Policlinico Gemelli. Le altre vittime distribuite tra San Camillo, San Carlo di Nancy e Santo Spirito. I testimoni descrivono la scena dell’incidente come “apocalittica”. “Ho sentito le sirene della polizia e poi un gran botto – spiega Franco Palozzi, che abita davanti alla fermata della metro dove le persone sono state investite – Mi sono affacciato alla finestra e c’erano delle persone per terra, ferite. Una donna che non si muoveva, la testa fracassata”. “C’era sangue ovunque”, ha riferito un commerciante di via Battistini.

A Roma vivono diecimila nomadi, il 40% dei quali sono minorenni. Circa 7.000 vivono in sette campi autorizzati (La Barbuta, Salone, Castel Romano, Via Salaria, Camping River, via Salviati, Pontina) mentre altri 3.000 si trovano in vari piccoli insediamenti abusivi che sorgono per lo più nella zona est della città e a ridosso del Grande raccordo anulare.

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