La canzone di Julio Iglesias non c’entra, o forse sì. Signore lo è stato di certo Alberto Contador sulle ultime rampe della salita di Madonna di Campiglio, quando sapendo di essere il più forte ha concesso la vittoria di tappa al connazionale dell’Astana Mikel Landa e l’onore delle armi a Fabio Aru rimastogli appena in scia. Da signore, Contador è diventato padrone di questo Giro su un arrivo che lo spagnolo ha concesso sicuramente non di buon grado.

Madonna di Campiglio richiama troppi ricordi per ogni appassionato, figuratevi per un ciclista, un campione che a fine corsa, con indosso una solidissima maglia rosa, dichiara: “Pantani è stato il corridore che ho amato di più, la mia ispirazione”. Contador avrà pensato a Marco su quella salita, impossibile non farlo visti i tanti riferimenti al “pirata” ad ogni metro, ma nel suo cuore voleva fortemente un successo “alla Pantani”.

Per Pantani Madonna di Campiglio fu la porta dell’inferno, per Contador comunque il paradiso, il lasciapassare per la vittoria in un Giro d’Italia che non solo sa di avere in tasca, ma che può anche gestire, senza troppi sforzi, in vista del Tour (e forse della Vuelta). Ecco forse per un attimo Alberto, come ogni ragazzino che corre in bici e imita in sella il suo campione preferito, si sarebbe voluto sentire Marco Pantani per riprendere Trofimov e rispondere a Landa “strappando via la bandana” per fare il “Pirata”.

Avrebbe vinto la tappa, era il più forte ma non sarebbe quello che è da oltre 10 anni: un campione di gambe ma soprattutto di testa, quella che tradì il suo idolo e non ha scalfito lui in una situazione analoga (le squalifiche e le vittorie revocategli, Tour 2010 e Giro 2011). Una macchia che avrebbe stroncato chiunque ma non Contador che ha faticato e sofferto per tornare a vincere (due Vuelta), a cadere e rialzarsi di continuo senza fare tragedie perché il suo ciclismo è amore, è allegria, è amicizia, è rispetto!

Contador che arriva terzo a Madonna di Campiglio è una cartolina di sport ideale da ammirare ma se la giri trovi la sua dedica: “Cari Vincenzo e Chris, a Madonna di Campiglio, in rosa come Marco me la godo ma ci vediamo in Francia”.