Canile dell'ENPA a Torino preso d'assalto e vandalizzato nella notteL’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) è un’associazione di volontariato di stampo animalista, la cui origine risale al lontanissimo 1° aprile 1871, anno in cui Giuseppe Garibaldi – su sollecitazione della di Lady Anna Winter, contessa di Southerland, incaricò il suo medico personale, Timoteo Riboldi, con studio in Torino, di costituire una “Società Protettrice degli Animali contro i mali trattamenti che subiscono dai guardiani e dai conducenti”, annoverando la signora Winter e Garibaldi come soci fondatori e presidenti onorari. Prima Società, poi Ente, e tale denominazione è rimasta, anche se oggi l’ENPA è a tutti gli effetti – come detto – una associazione di volontariato, peraltro riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente.

Perché questo esordio di carattere storico-culturale? Perché nel tardo pomeriggio/sera del 20 maggio, proprio nel canile dell’ENPA di Torino, sito in Via Germagnano, un numeroso gruppo di persone ha devastato l’ambulatorio (annesso al canile), dove i volontari prestano le cure per gli animali feriti, ed offrono assistenza sotto forma di sterilizzazioni, vaccinazioni, visite veterinarie. Si è trattato del quinto atto vandalico da dicembre ad oggi. I danni sono stimati dall’associazione in circa centomila euro.

I responsabili sono stati individuati, secondo l’ENPA, in alcuni Rom provenienti da un campo nomadi ubicato proprio in Via Germagnano. I Rom peraltro si sono difesi: “E’ solo la bravata di un gruppo dei bambini del settore abusivo del campo, noi non c’entriamo nulla”. I Rom (legali) si difendono quindi accusando alcuni Rom (abusivi) dello stesso campo.

Ho delle grosse perplessità a definire questa semplicemente “una bravata” ed ho altresì delle perplessità sulle motivazioni che possano spingere a danneggiare l’opera di volontari a favore degli animali, tra l’altro spesso abbandonati. Ed aggiungo solo che a mio modo di vedere e di sentire c’è qualcosa di molto malato in tutto questo.