“In un periodo come questo, in cui per tutti la musica è sempre e solo gratuita, quando decidi di regalare qualcosa la gente sembra rimanerci male, come ci dovesse per forza essere sotto una fregatura”. Queste sono parole di Dydo, già voce e paroliere, lasciatemi usare una parola un po’ vintage, della crew varesina degli Huga Flame. Sono le sole parole di Dydo che troverete in questo post, perché non è questo il luogo né il tempo per le interviste. Ma altre parole di Dydo entreranno nel mio post, senza essere dichiarate. Del resto, qui una delle sue peculiarità per la quale il rapper lombardo merita ulteriore attenzione, ci sono diverse rime e barre che abbiamo sentito e apprezzato in bocca a artisti anche piuttosto affermati che provengono dalla sua moleskine, raro caso di ghost writer in un genere che ha fatto della scrittura la sua principale ragion d’essere. Lo dice, tanto per fugare dubbi su quanto il ghost writing venga preso sul serio dall’autore di questo medesimo post, uno che ha per anni campato facendo il ghost writer per altri scrittori, ben più apprezzati e venduti di lui (e qui la smetto di parlare in terza persona, che mi sembra di essere Maria Grazia Cucinotta).

Dydo, dicevo. Un rapper che ha fatto dell’attenzione ai sentimenti e alla vita privata, più che al sociale, la sua matrice. Uno che da sempre ama giocare con le rime e le parole, e che si è avvicinato al rap a partire dall’hip-hop, non tanto, quindi, come uno stile canoro, sorte toccata ai tanti pop-rapper in circolazione, ma in quanto parte di una filosofia di vita, di un’attitudine. Ma non è del passato di Dydo che voglio parlarvi oggi, per quello andate serenamente a cercarvi sul tubo i brani della sua crew o quelli fatti in solitaria e troverete appagata la vostra curiosità. No, quello che voglio raccontarvi oggi è la nuova iniziativa del rapper, quella appunto che ha in qualche modo scatenato reazioni controverse nei suoi fan.

Dydo, infatti, ha deciso di mettere in piedi un progetto che andasse un po’ contro l’odierna modalità di fruizione musicale, mantenendo però vivo l’aspetto che di questa modalità è primo motore, la gratuità. Dando alle stampe Fantasma, questo il nome del suo nuovo disco (titolo azzeccatissimo, per uno che ha fatto, appunto, il ghost writer per colleghi), Dydo ha infatti deciso di costringere, passatemi un termine un po’ forte, i suoi fan a uscire di casa e andarsi a cercare l’album direttamente per strada. Una sorta di caccia al tesoro, ma non metaforica, bensì reale, fisica. Utilizzando la rete, e non potrebbe essere altrimenti, oggi, 20 maggio, a partire da Varese, Dydo ha infatti lanciato una sorta di sfida ai suoi seguaci, disseminando indizi sui suoi social, e dando precise indicazioni su dove trovare le copie fisiche del suo nuovo lavoro. Nuovo lavoro che non sarà poi reperibile online, né in vendita né in free downolad, ma che sempre in forma gratuita potrà finire nelle mani di chi, ormai, si è abituato a tutto questo.

Chi vuole ascoltare questo nuovo progetto, che vede in tracklist brani nuovi, in via di lavorazione, vecchie demo, brani del repertorio del nostro cui è particolarmente affezionato, e addirittura le tracce di un lavoro scritto, un romanzo, non deve far altro che vedere se la sua città è già stata toccata dal progetto Fantasma, e in caso decodificare gli enigmi, per altro non così difficili, e andarsi a prendere il benedetto cd. Dopo Varese sarà la volta di Milano, il 21, di Roma il 22 e il 23, di Palerno il 22 e il 25, e via, altre città in giro per la penisola. Chi non fosse in possibilità di partecipare al gioco, magari perché residente in una località non toccata da questo strampalato tour promozionale, può sempre richiedere esplicitamente che Dydo porti Fantasma in questa landa desolata, magari con un live (sì, perché durante i live sarà poi altrettanto possibile trovare copie del cd, sempre debitamente nascoste).

Un nuovo modo di promuovere la propria musica, non c’è dubbio, corredata dal lavoro del sodale Emanuele D’Amato, autore delle foto del booklet e dei video che lo accompagneranno. Dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che nel momento in cui la rete potrebbe davvero dare il colpo di grazia alla discografia, quando l’uso sconsiderato del file-sharing sembra aver tolto ogni singola speranza a chi produce musica di guadagnare del frutto del proprio lavoro, esiste sempre un nuovo modo per mettersi in gioco, un modo che parte dalla promozione, con un giochino che sta già appassionando gli appassionati del genere in rete, e che di conseguenza ingenera un passaparola che accende interesse per i live, per le vecchie produzioni e, c’è da scommetterci, per le prossime uscite.

Visto che non mi sono mai fatto problemi a criticare la discografia ufficiale per il suo essersi incartata su se stessa, pronta a pasteggiare sul proprio cadavere senza prospettive reali per il futuro, ovvio che questo blog dia spazio a chi, in epoca dura e difficile come questa, tenti una via differente, mettendoci la faccia e le parole. E visto che di parole si parla, ed essendo Dydo un rapper di parole messe giù con passione e competenza, torno a invitarvi a rimanere connessi coi suoi social e mettervi con pazienza sulle tracce di Fantasma, ne sentirete, come si dice in questi casi, delle belle (canzoni).