Probabilmente è stato svelato l’arcano del perché Matteo Salvini abbia deciso di prendere la residenza in via Talk show: legittima difesa. Ebbene sì, ieri il segretario ubiquo, l’unico che riesce a presenziare in tre programmi nella stessa serata, ha dato voce ad un terribile sospetto: “Mi viene il dubbio che a qualcuno impedire alla Lega i comizi faccia comodo”. Ma certo. Come abbiamo fatto a non pensarci prima? Devono esserci di mezzo i servizi segreti: probabilmente si tratta di un disegno internazionale di matrice islamico-napoletana che, con l’avallo delle autorità locali capitanate da quel diabolico stratega che è il ministro Alfano, punta a boicottare la diffusione porta a porta del verbo leghista.

E dunque, se non si può andare porta a porta, tanto vale andare a Porta a Porta. Venerdì il valoroso Matteo si è recato in provincia di Perugia per continuare la sua didattica geografica capillare: l’intento era quello, mediante la scritta Umbria sulla felpa, di svelare finalmente ai cittadini locali in quale regione si trovi il loro paese. Qualcuno però deve non aver gradito la pedagogia salviniana e, incurante della tradizione perugina, ha sostituito il celebre bacio con uno sputo. Pare che il Capitano (così lo chiamano gli amici), sempre più convinto del complotto internazionale, abbia mandato ad analizzare il liquido in laboratorio per vedere se contenga spore di antrace. Ahilui, però, il governo sta dissimulando egregiamente il suo tentativo di sabotaggio del Lega Tour e, per scongiurare tutti i possibili sospetti, dal 28 Febbraio ad oggi ha messo a disposizione 8465 unità delle forze dell’ordine per permettere a Matteo di predicare di ruspe sui campi nomadi (facendosi forte di servizi televisivi spesso taroccati) e di maledire in loop la riforma Fornero sugli esodati. Data l’insistenza e l’alternanza su questi due soli temi, si dice che ogni tanto Salvini si confonda e invochi le ruspe sugli esodati. Inconvenienti del mestiere.

Stando a quanto affermano fonti di polizia, Salvini ha una scorta di circa 30 persone che ruotano su cinque turni; ciò significa che per la sicurezza del segretario e delle sue felpe lo Stato spende circa 120mila euro al mese. Niente male come spesa per sabotarlo. Quello che Salvini non ha capito è che chi lo contesta non sono solo i centri sociali, ‘quei covi di delinquenti che Alfano dovrebbe chiudere’,  ma tutti coloro che il suo populismo xenofobo ha fatto risorgere dalla post ideologia, risvegliando pulsioni d’integrazione, accoglienza e solidarietà che sembravano ormai addormentate.

Per far un bel regalo a tutti i pensionati che lo Stato deve rimborsare causa indicizzazioni, Matteo potrebbe dare il suo contributo a fatti invece che a parole: se rinunciasse a un po’ di trivialità propagandistica istigherebbe meno le contestazioni e renderebbe meno necessario questo esubero di sicurezza per tutte le sue iniziative pubbliche. Ecco, quelle centinaia di migliaia di euro risparmiati dalle casse dello Stato, potrebbero essere un regalo personale di Matteo ai suoi cari pensionati.