Per mantenere l’affitto di uno spazio commerciale senza passare da una gara d’appalto gli era stata chiesta una mazzetta da centomila euro: lui si era rifiutato, denunciando il suo estorsore, ma adesso dovrà comunque partecipare a una selezione pubblica, mentre alcuni cittadini manifestano in suo sostegno. L’ultima crepa nel mondo retorico della cosiddetta antimafia si apre sullo sfondo dell’aeroporto di Palermo, per un quarto di secolo scenografia dello spaccio internazionale di stupefacenti, oggi intitolato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. È allo scalo palermitano che dal 2008 Santi Palazzolo ha in concessione uno spazio commerciale per la sua pasticceria, che ha sede nella vicina Cinisi. Un affitto che l’esercente voleva rinnovare nel marzo scorso: per questo motivo si era visto chiedere una tangente da centomila euro da Roberto Helg, presidente della Camera di Commercio di Palermo e vice presidente della Gesap, la società che gestisce i servizi aeroportuali.

Palazzolo si era rifiutato di pagare quella mazzetta denunciando il suo estorsore, fino a quel momento considerato un simbolo della nuova legalità made in Sicily. Anche a causa della notorietà dell’estorsore, il caso Helg aveva fatto il giro d’Italia, mentre adesso Palazzolo si vede negare il rinnovo automatico della concessione per la sua pasticceria. Il motivo? La Gesap vuole indire una gara d’appalto per assegnare gli spazi commerciali in scadenza dentro l’aeroporto, non risparmiando neanche lo stesso Palazzolo. Una decisione comprensibile, soprattutto alla luce degli avvenimenti dei mesi scorsi, ma che ha spaccato a metà l’opinione pubblica.

Palazzolo, in pratica, dovrebbe partecipare insieme a tutti i possibili concorrenti ad una nuova gara d’appalto, senza vedersi riconosciuto l’affidamento diretto degli spazi della sua pasticceria all’interno dell’aeroporto, dopo aver denunciato Helg. “Mi auguro che la Gesap voglia tornare sui suoi passi. Così rischia di passare un messaggio devastante: un cittadino onesto per vedersi garantiti dei diritti deve pagare mazzette o altrimenti gli si fa abbassare la saracinesca una volta per tutte? Che segnale è per chi decide di ribellarsi e denunciare? Questo messaggio è intollerabile”, commentava nei giorni scorsi su Facebook Davide Faraone, sottosegretario all’Istruzione, e luogotenente del premier Matteo Renzi in Sicilia.

Di segno opposto è la lettera inviata ieri dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando alla Gesap. “L’aver doverosamente denunciato l’illecita richiesta di denaro da parte dell’allora presidente della Camera di Commercio Roberto Helg non può essere oggi un pretesto per chiedere la violazione di leggi o addirittura la perpetrazione di favoritismi di ogni genere: la Sicilia è stanca di scorciatoie e scampoli di favoritismi pretesi da quanti si auto-dichiarano rappresentanti dell’antimafia”, scrive il primo cittadino palermitano nella sua missiva al cda Gesap.

E mentre ieri decine di cittadini hanno deciso di occupare lo scalo palermitano manifestando solidarietà nei confronti di Palazzolo, l’opinione pubblica si interroga: è giusto evitare le gare d’appalto dopo aver denunciato un’estorsione? La legalità è un merito particolare, o una condizione normale? Nel frattempo, proprio in questi giorni dovrebbero partire le assunzioni promesse dal governatore Rosario Crocetta: una decina di testimoni di giustizia assunti senza concorso alla Regione Siciliana. Una mossa che promette d’infiammare ulteriormente la polemica nel campo sempre più minato dell’antimafia.

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