Hanno contribuito al restauro dei portici di San Luca e inventato le prime social street. Ma hanno anche ripulito i muri della città dai graffiti, i giardini pubblici sotto casa dalla spazzatura, gli immobili dismessi affinché fossero riqualificati. Ed è per celebrare il senso civico dei cittadini bolognesi, spesso volontari dalle maniche rimboccate pronti a intervenire laddove i fondi pubblici non bastano, che il capoluogo emiliano romagnolo, il prossimo 16 maggio, organizzerà la prima edizione della Festa della collaborazione civica. “Un appuntamento – spiega il Comune della Dotta – ideato per festeggiare lo spirito di Bologna, con l’obiettivo di chiamare a raccolta i tanti che ogni giorno si attivano per rendere la nostra città più bella e vivibile, collocando il nostro capoluogo nello scenario nazionale e internazionale come un esempio da seguire”.

Come i 7.111 sostenitori della campagna di crowdfunding denominata “Un passo per San Luca”, che due anni fa donarono alla città i 339.743 euro necessari a restaurare i 3.796 metri di portici che scandiscono la salita verso il santuario, uno dei simboli di Bologna. O come quei residenti di via Fondazza che nel 2013, tramite Facebook, crearono una piattaforma di socializzazione con i propri vicini di strada “al fine di instaurare un legame, condividere necessità, scambiarsi professionalità, conoscenze, e portare avanti progetti collettivi di interesse comune”. Esperienza, quella della social street, poi esportata in tutta Italia.

“Ogni secondo sabato di maggio – spiega il Sindaco di Bologna, Virginio Merola – vorrei che la città ricordasse quello che come bolognesi siamo capaci di fare. La collaborazione per il bene comune è ciò che ha sempre reso speciale e diversa Bologna, ed è un impegno che va riconosciuto”.

Teatro della prima edizione della festa il quartiere Santa Viola, che per il secondo anno di fila pedonalizzerà un chilometro di via Emilia per trasformarlo in una celebrazione a cielo aperto, tra cibo, musica e fuochi d’artificio. Per l’occasione sarà coinvolta una squadra di 300 persone tra volontari e dipendenti dell’amministrazione comunale, con 200 stand allestiti, 70 esercizi commerciali che contribuiranno all’iniziativa, e centinaia di associazioni provenienti da tutti i quartieri. Ospiti d’eccezione ai workshop e alle iniziative dedicate alla collaborazione civica esperti internazionali tra cui Sheila Foster, la giurista che ha coniato il concetto di bene comune urbano, David Bollier, esperto di politiche pubbliche basate sui beni comuni, il fondatore di Shareable, Neal Gorenflo e il docente di diritto pubblico Christian Iaione.

“Le iniziative – spiega il Comune di Bologna – serviranno a invitare i cittadini a esprimersi su tre temi principali: il fare insieme, cioè la rigenerazione collaborativa della città tramite pratiche e politiche per la cura dello spazio pubblico, il recupero di luoghi abbandonati e per la realizzazione di orti urbani e aree verdi”. Poi il vivere insieme, cioè il benessere della comunità tramite l’innovazione sociale “per dare vita a nuove forme di welfare, socialità, mobilità e tutte quelle politiche volte a far star bene il cittadino nella propria città”. E infine, il crescere insieme, cioè lo sviluppo economico urbano come terreno di collaborazione tra città e Comune, “per sostenere i saperi artigianali, industriali, tecnologici, la creatività, la cultura, e investire sugli strumenti collaborativi allo scopo di favorire la nascita di nuove forme di lavoro e impresa”.

“Se le cose si fanno solo dall’alto non funzionano – sottolinea il sindaco Merola – e anche come amministrazione, collaborare di più con i cittadini significa cambiare mentalità. Un esempio? Basti pensare che fino a un anno fa per ricevere l’autorizzazione a ridipingere una panchina era necessario rivolgersi a cinque uffici diversi del Comune”.