In questo mese di maggio, periodo di dissenso e manifestazioni, le scuole sono chiamate a programmare l’offerta formativa (Pof) per l’annualità 2015-16 e, a tale scopo, ci permettiamo di consigliare agli insegnanti un progetto di media education “pronto all’uso” che verte su un tema molto delicato, anche perché vittima di una forte disinformazione politico-mediatica: i migranti, o meglio, i migranti forzati.

Stiamo parlando di Finestre – Storie di rifugiati, progetto promosso fin dal 2002 dalla Fondazione Centro Astalli di Roma, volto a favorire tra gli studenti (e, perché no, i docenti) una riflessione sul tema dell’esilio, in particolare attraverso il contatto diretto con i rifugiati e l’ascolto delle loro storie di vita. Il cuore del progetto, infatti, è proprio “la testimonianza”: un rifugiato va in classe a raccontare la sua storia ad una platea di ragazzi che sono stati “preparati” alla sua venuta dai docenti con materiali messi loro a disposizione dalla fondazione.

Lo scopo è di far scoprire chi sono i rifugiati e cosa si fa (o non si fa) per loro, ma anche creare i presupposti affinché possano raccontare e raccontarsi, divenendo protagonisti di un’offerta culturale.

“Finestre”, come il suo step di approfondimento “Finestre Focus”, è un percorso molto più completo di quanto si possa pensare, e, in particolare, ci piace sottolineare due sue caratteristiche: un’interessante e davvero ben costruita mediateca online (con schede didattiche, libri e film), disponibile sul sito della fondazione, una “cassetta degli attrezzi” fondamentale per far sì che i docenti possano preparare al meglio il gruppo di studenti all’incontro in classe e proseguire nel progetto con la partecipazione a due concorsi (“La scrittura non va in esilio“ e Scriviamo a colori), cosa che richiede agli studenti un esercizio di scrittura creativa.

Siamo in piena Media Education: “educazione con i media” considerati come strumenti da utilizzare nei processi educativi generali, per trasmettere un messaggio chiaro di solidarietà; “educazione ai media”, con riferimento alla comprensione critica dei media e all’utilizzo dei suoi linguaggi (nello specifico la scrittura) per mettersi alla prova, per confrontarsi, per ambire, nello specifico, ad una mentalità interculturale.

I numeri del progetto già sono lusinghieri (nel 2014, 140 istituti scolastici in 13 diverse città italiane), nonostante ciò le adesioni sono sempre possibili, gratuite e ben supportate in ogni momento dallo sfaff della Fondazione Centro Astalli.