A marzo il debito pubblico italiano ha toccato un nuovo record: 2.184,5 miliardi, oltre 15 miliardi in più rispetto al precedente massimo di 2.169 miliardi toccato a febbraio. A renderlo noto è la Banca d’Italia, nel suo supplemento sulla finanza pubblica. Il Documento di economia e finanza varato dal governo in aprile prevede del resto che nel corso dell’anno il debito salga dal 132,1% al 132,5% del Pil, per poi iniziare a calare nel 2016 e scendere al 123,4% nel 2018.

L’incremento del debito, segnala Via Nazionale, è stato inferiore al fabbisogno del mese (18,6 miliardi) grazie all’effetto di alcuni fattori favorevoli: apprezzamento dell’euro, emissione di titoli di Stato a un prezzo superiore al valore nominale, rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione. Hanno pesato in positivo anche il calo delle disponibilità liquide del Tesoro, che a fine marzo ammontavano a 78,9 miliardi contro i 61,9 di fine marzo 2014.

Il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 14,2 miliardi e quello delle amministrazioni locali di 1,1, mentre è rimasto invariato quello degli enti di previdenza. Sempre a marzo, sono salite le entrate tributarie: Bankitalia attesta che sono state pari a 27,7 miliardi, +0,6% sullo stesso mese del 2014. Nel primo trimestre del 2015 le entrate ammontano a 85,7 miliardi, in linea con lo stesso periodo del 2014.