L’auto non viaggia più da sola. Il velo di presunzione sembra caduto e l’industria tra le più conservatrici si apre al mondo che la circonda. Digitale prima di tutto. Dopo l’abbuffata di Google e Apple all’orizzonte si potrebbe aprire una situazione inattesa: i tre marchi tedeschi premium, Audi, Bmw e Mercedes, starebbero trattando l’acquisto della quota di maggioranza del servizio di mappe Here di Nokia. Alle tre tedesche, si aggiungerebbero anche Baidu, il Google cinese (e solo per la Cina). Per il Wsj l’offerta sarebbe di oltre 2 miliardi di dollari. Il valore è confermato anche dalla stima di Bloomberg.

Le mappe Hd (in foto) sono l’elemento fondamentale della guida autonoma: l’eventuale acquisizione di Here renderebbe le tre case tedesche indipendenti da Google o altri. Impossibile lasciare nelle sole mani della Silicon Valley quello che sembra essere ormai il futuro dell’industria automobilistica. L’aver messo da parte, almeno in questa occasione, la storica rivalità tra le Case tedesche, la dice lunga sull’importanza strategica dell’acquisizione.

Nokia d’altronde ha bisogno di fare cassa e lo scorso 15 aprile aveva già annunciato, insieme all’acquisizione di Alcatel-Lucent, l’intenzione di cedere Here (Microsoft ha rilevato solo la divisione mobile e hardware dei finlandesi): le mappe, nonostante un fatturato di 970 milioni di euro e una crescita del 6%, continuano a generare perdite di 32 milioni di euro l’anno (qui il Nokia Group Annual Accounts 2014). Non solo. Oggi, HERE è già fornitore di Bmw e Daimler (oltre che di Toyota e Jaguar).

Tanti indizi per una prova: l’accordo si può fare. A meno di mettere fuori gioco Uber, compagnia che fornisce servizio taxi via app: la società di San Francisco, che tra gli azionisti ha la stessa Google, avrebbe messo sul piatto, secondo il Nytoltre 3 miliardi di dollari. Uno in più delle tre industrie tedesche. L’obiettivo è ancora quello: diventare proprietari dell’elemento chiave della guida autonoma. Tanto più se Uber nei mesi scorsi ha siglato un accordo con la Carnegie Mellon University per la ricerca e lo sviluppo di veicoli automatici con l’obiettivo, neppure tanto nascosto, di puntare ai taxi robot. Uber ha voglia di rendersi indipendente da Google oppure è solo il tramite per il colosso di Mountain View di conquistare un rivale pericoloso? La partita sembra appena iniziata.

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