Usura, anatocismo, commissioni troppo elevate, variazioni unilaterali delle condizioni contrattuali”. Eccoli i principali peccati delle banche elencati da Mario Bortoletto, imprenditore edile di Vigonza (Padova) che dagli istituti di credito ha dovuto difendersi. “Con l’inizio della crisi nel 2008 mi hanno chiesto all’improvviso di rientrare da alcuni affidamenti sotto la minaccia di segnalarmi alla Centrale rischi”, racconta. “Ho passato notti insonni. Poi ho studiato, ho fatto fare delle perizie sui conti e ho scoperto che non avevo alcun debito, ma crediti cinque volte superiori a quello che mi chiedevano”. Bortoletto lo fa presente all’istituto, che gli offre una somma per mettere tutto a posto. Lui la giudica insufficiente e va dal giudice, che dopo 18 mesi gli dà ragione. Con le banche, insomma, la si può anche spuntare. E il suo nuovo libro Contro gli abusi delle banche, in uscita il 7 maggio per Chiarelettere, racconta alcune delle storie di chi si è ribellato alle vessazioni e ce l’ha fatta. L’autore stesso, che alla sua vicenda personale aveva già dedicato La rivolta del correntista, ha portato avanti otto cause contro diversi istituti, ottenendo sinora quattro vittorie, tra sentenze, accordi stragiudiziali e perizie del tribunale favorevoli.

Tra i successi segnalati nel libro ci sono quelli di chi è riuscito a presentarsi in filiale con l’ufficiale giudiziario e a quel punto, sotto la minaccia di mettere i sigilli alla cassaforte, si è visto consegnare il maltolto dal direttore. “Non bisogna farsi spaventare dalle banche e dai loro avvocati. E bisogna muoversi per tempo, prima che per colpa loro si arrivi al fallimento”. Quando si sospetta che un conto corrente o un contratto di mutuo non siano a posto – spiega Bortoletto – la prima cosa da fare è farsi preparare una perizia econometrica da un consulente serio. Da scegliere con attenzione, perché altrimenti può capitare di rimanere delusi, come dimostrano gli esposti presentati in procura da alcuni ex clienti scontenti dell’operato di Sdl Centrostudi, una delle società che offrono perizie per verificare la presenza di usura e anatocismo. A Sdl Bortoletto fa riferimento, seppure in modo non esplicito, nel capitolo in cui parla della sanzione con cui questa è stata punita dall’Antitrust per pubblicità ingannevole.

“Mai abbassare la guardia. Le banche fanno firmare documenti dicendo che sono per la privacy, invece consentono loro di evitare futuri contenziosi”

Ma i problemi non li hanno avuti solo alcuni ex clienti di quella società. Secondo l’autore, in giro ci sono “molti consulenti e società discutibili. Il rischio è che, per difendersi dai ladri, si finisca sotto gli avvoltoi”. E allora come si fa a scegliere? “Io starei alla larga da chi chiede cifre esorbitanti per le perizie e da chi propone di firmare contratti onerosi con percentuali del 25-30% sulle somme eventualmente recuperate. Diffidare anche da chi suona il campanello per vendere perizie come se fossero aspirapolvere”. Per capire poi se l’avvocato cui far seguire la pratica è davvero esperto in diritto bancario, il consiglio è semplice: “Fare una ricerca su Internet e chiedergli il curriculum. Se non mi dà prova delle cause vinte, perché devo affidargli il mandato?”. Tanto più che sul business delle perizie e delle cause per usura si sono buttati in molti, con un rischio evidente: “L’azione di consulenti e legali poco seri sporca la reputazione di tutti quelli che portano le banche in tribunale con tutte le carte in regola per avere ragione”.

Di esperienza in materia Bortoletto ne ha accumulata parecchia, anche attraverso il Movimento contro gli abusi e l’usura bancaria da lui fondato. Molte le persone che incontra, le storie che ascolta. “Da due anni faccio più il consulente che il costruttore”, spiega sorridendo. Non teme di essere accusato di avere interessi nel mercato che si è creato? “Ho fatto una convenzione con uno studio di commercialisti che si fa pagare solo per le ore impiegate per i conteggi necessari per la perizia. E se qualcuno mi chiede di indicargli un avvocato, consiglio quelli che hanno difeso me. Poi spiego come ho fatto io a riavere indietro i soldi che mi erano dovuti”. La sua lotta contro le banche va avanti: “Siamo ancora in pochi a esserci svegliati”, dice. Un ultimo consiglio? “Mai abbassare la guardia. Una cosa vigliacca che ultimamente fanno gli istituti è di sottoporre ai clienti dei documenti, dicendo che sono per la privacy. Invece sono documenti per il riconoscimento del debito, che una volta firmati consentono alla banca di evitare futuri contenziosi”.

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