“E’ la riforma Gelmini atto secondo, è il colpo mortale alla scuola pubblica” così gli insegnanti oggi scesi in piazza contro la “buona scuola” di Matteo Renzi, il ddl varato dal ministro Giannini. “Noi della seconda e terza fascia siamo fuori dalla stabilizzazione, io ho 13 anni di precariato alle spalle”, racconta una ragazza. “Il preside che seleziona gli insegnanti, ne vogliamo parlare? Non siamo la Scandinavia“, dice un’altra docente di ruolo. Si contestano i finanziamenti privati alle scuole, i il 5×1000 che creerà disparità tra istituti di seria A e serie B. “E’ una questione di democrazia, la scuola pubblica non può diventare un’azienda, ditelo a questi politici che si permettono di partecipare al corteo”, dice una docente di seconda fascia, riferendosi ad alcuni esponenti della minoranza dem come Pippo Civati e Stefano Fassina presenti alla manifestazione. “E’ una riforma inaccettabile, i presidi diventeranno padri padroni, Renzi faccia un decreto sulle assunzioni e si ridiscuta il ddl dal principio”, dice Fassina secondo il quale c’è margine per cambiare le cose. “Renzi è sensibile al consenso, non vorrà mettersi contro tutta questa gente, parte del suo popolo”, chiosa il deputato. “Tre fischi? Renzi te ne sono arrivati di più, guarda questa piazza”, dicono i manifestanti  di Irene Buscemi