“Scempio fiducia Italicum: nessun segnale da Mattarella. Dopo moniti di Napolitano, l’estrema unzione silenziosa del Quirinale. Eia eia alalà”. Beppe Grillo su Twitter condanna la decisione del governo di chiedere il voto di fiducia sulla riforma della legge elettorale e, per la prima volta dalla sua elezione, attacca il presidente della Repubblica. E poi sul blog: “Non chiamatelo più così, di italico ci ha solo il ricordo di un ventennio. Chiamatelo Nostalgicum. La fiducia sulla legge elettorale prima d’ora era stata posta da Mussolini con la Legge Acerbo nel 1923 e con la ‘legge truffa’ (un nome un programma) del 1953. Oggi viene messa sul cosiddetto Italicum”.

I 5 Stelle da giorni chiedono che il Capo dello Stato prenda posizione su quello sta succedendo in Parlamento e che non lasci passare la legge elettorale. Grillo e Casaleggio (accompagnati dalla più giovane attivista d’Italia) avevano incontrato Mattarella subito dopo il suo insediamento e avevano inaugurato un nuovo periodo di dialogo con il presidente della Repubblica dopo i duri attacchi al suo predecessore Napolitano. Oggi il tweet in cui si fa riferimento al “silenzio” del Colle sull’Italicum.

“Che fretta c’è di fare la legge elettorale?”, continua Grillo. “Non c’è nessun’altra emergenza? Disoccupazione? Aziende che chiudono? 10 milioni di italiani che fanno la fame? 1 milione di rifugiati in arrivo dall’Africa? E’ più importante dare tutto il potere a una persona sola ed esautorare definitivamente il Parlamento”. Ma, ripete, “nonostante questo scempio non si avvertono segnali da Mattarella. Dopo i moniti di Napolitano si è passati all’estrema unzione silenziosa del Quirinale. La storia si ripete, dopo la tragedia è il momento della farsa”.

Sul blog Grillo attacca anche il relatore del disegno di legge Gennaro Migliore, ora nel Pd ma ex Sel che fino a pochi mesi fa criticava duramente l’Italicum: “Cosa è successo a Migliore?”, dice nel post dal titolo “Trottolino amoroso“, “Gli hanno somministrato qualche sostanza? O è bastata la promessa di essere nominato dal segretario del Pd alle prossime elezioni senza bisogno di preferenze come prevede l’Italicum? Gennaro Migliore non è più la persona che si è presentata alle elezioni del 2013, è lampante. I suoi elettori approvano?”.
“Dopo il passaggio al Pd e viene nominato relatore dell’Italicum. Belin. Cambiano non solo le sue idee, ma il suo aspetto, il suo tono di voce, è un’altra persona” osserva Grillo che riporta sul blog il suo discorso da deputato di Sel, contro l’Italicum che, come la rosa di Romeo e Giulietta, anche se chiamata con un altro nome mantiene lo stesso profumo, “quello del Porcellum”. E poi quello da deputato Pd: “Siamo di fronte a un occasione storica, quella di approvare una buona legge elettorale”.