Il ministro dell’Interno Angelino Alfano, dopo il tragico naufragio dei migranti nel Canale di Sicilia, dice che bisogna bombardare i barconi, “affondare gli scafisti, impedire che partano. Da soli non possiamo farlo ed è in corso un negoziato con Onu e Ue per avere, in un quadro di legalità internazionale, l’autorizzazione a questo intervento”. E mentre il premier Matteo Renzi alla Camera sottolinea che “c’è un limite allo sciacallaggio”, il leader della Lega Matteo Salvini gli replica con un “io sciacallo? Taccia il becchino incapace”. Così avanza il duello delle parole, mentre le domande politiche restano. Chi dovrebbe bombardare i barconi in Libia, un Paese peraltro destabilizzato da un lungo conflitto? Chi dovrebbe pattugliare le acque del Mediterraneo, per evitare altri sbarchi? E uomini e donne, che fuggono da paesi attraversati da guerre e persecuzioni, dove dovrebbe starsene? Nel Nord Africa, dove l’Isis sta consumando la sua sfida strisciante all’Occidente?
Tra gli ospiti in studio, il giornalista Gad Lerner, l’eurodeputata del Pd Simona Bonafè, il politologo Edward Luttwak e il giornalista Gianluigi Paragone.

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Santoro: “Un blocco navale costa almeno 5 volte di più di Mare Nostrum”
Editoriale di Michele Santoro che apre la nuova puntata di Servizio Pubblico sulle note di “Clandestino” e osserva: “Adesso ai nostri politici prude il dito sul grilletto: vogliono il blocco navale, ma non spiegano che è un’azione di guerra. E se qualche giornalista chiede al politico di turno quanto costa agli esodati un blocco navale e quante conseguenze comporta, il politico scappa, evade la risposta e fa le boccucce come Alberto Sordi. Nel frattempo, Oba,a ammette che i missili di un drone hanno ucciso per sbaglio il cooperante italiano Giovanni Lo Porto”. E aggiunge: “Esplode la polemica sui droni, che costringe Obama ad ammettere che i droni hanno fatto molte vittime civili nel mondo. In Italia invece si parla solo di droni, come se questi arerei senza piloti siano in grado di colpire senza fare vittime. I politici che vogliono il blocco navale sono gli stessi che volevano ieri la fine di Mare Nostrum per i suoi costi (9 milioni di euro), ma per fare il blocco navale i costi sono almeno 5 volte superiori tanto”. Il giornalisa puntualizza: ” Cosa potrebbe fare il governo di Tripoli se pensasse che stiamo intervenendo sulla loro guerra civile? Cosa faremo dopo i primi morti innocenti?”. In questi giorni si spara, ma si sparano soprattutto cazzate. I migranti dovrebbero morire una trentina alla volta. Anche Salvini si è dovuto tuffare con il salvagente per salvarli. Ma pensate che, dopo che lo avremo bombardato, il popolo dei migranti tornerà indietro o risponderà alle bombe con le bombe?” (GUARDA IL VIDEO)

“Crossing hell”: il viaggio infernale di 3 giovani dal Camerun a Lampedusa
Un estratto dal documentario “Crossing hell: anything to get to Europe” diretto da Olivier Azpitarte e Camille Courcy, che hanno viaggiato con tre giovani camerunesi dal cuore dell’Africa fino al Mediterraneo, inseguendo un sogno chiamato Francia. Emile, Elie e Joseph hanno impiegato 3 anni solo per coprire la distanza fra Camerun e Libia, dove incontrano la telecamera che li accompagnerà in un viaggio fatto di trafficanti senza scrupoli, deserto d’attraversare fra corpi senza vita, e lavoro in condizioni di schiavitù per racimolare i soldi necessari per imbarcarsi. “600 euro: lacrime, il sangue e il sudore della fronte”, raccontano, mostrando il passe-partout che li porterà a salire su una carriola del mare al porto di Zuara, nel nord-ovest della Libia: le immagini esclusive della sfida più dura, quella del Mediterraneo, vissuta in un viaggio di oltre 20 ore in compagnia di 260 migranti (GUARDA IL VIDEO)

Lerner: “In Africa e Medio Oriente un rischio concreto di genocidio”
“Nel Medioriente e in Africa, c’è un rischio concreto di genocidio che, ahimè,è già cominciato”. Lo afferma Gad Lerner, che spiega: “Gli scafisti stanno offrendo un servizio sostitutivo a persone che stanno facendo la cosa più ragionevole: scappare” (GUARDA IL VIDEO)

Paragone: “In Africa c’è sfruttamento delle multinazionali e la gente scappa”
“La fotografia di Lerner è obiettiva. L’Europa doveva giocare da tempo quella è che la sua più importante partita politica”. Sono le parole di Gianluigi Paragone, che aggiunge: “Siamo al ventunesimo secolo e dobbiamo ancora risolvere le cause della partenza di queste persone. In Africa, c’è anche lo sfruttamento delle multinazionali. Se c’è sfruttamento, è chiaro che queste persone saranno spinte a scappare”. Lerner osserva: “Il Papa ha detto che quelle persone sono uomini e donne come noi. Non è una cosa scontata. Di fronte a Gianni Morandi che invoca una sensibilità comune, si fa del sarcasmo. Come se fosse un lusso per ricchi, occuparsi di queste persone. La storia ci dice il contrario: ci stiamo avvicinando a queste persone. Questa cosa può essere gestita. Ora siamo scossi dalla tragedia di domenica, ma sono 20 anni che questa storia va avanti” (GUARDA IL VIDEO)

Bonafè: “Migranti Africa? C’è un’emergenza umanitaria”
“E’ un problema serio, che non deve essere affrontato con gli slogan, è una sfida per l’Europa”. Lo afferma Simona Bonafè, che sottolinea: “Dobbiamo combattere il problema dell’indifferenza. C’è un’emergenza umanitaria. Queste persone stanno scappando da morte certa. Gli scafisti, però, non offrono un servizio sostitutivo. Gli scafisti sono criminali” (GUARDA IL VIDEO)

Luttwak: “Distinguere tra migranti economici e rifugiati politici”
Edward Luttwak, in collegamento da New York, ribadisce quanto dichiarato a La Zanzara (Radio24), puntando il dito contro il presidente della Turchia Erdogan. E sottolinea: “Obama voleva usare i droni per uccidere i terroristi. Si prendono mille precauzioni, ma sicuramente muoiono tante persone che si trovano attorno ai terroristi, ad esempio, gli ostaggi. I migranti? Serve una distinzione tra migrante economico e rifugiato politico. Il rifiugiato ha tutti i diritti nel primo paese che arriva. Se non accetti questa distinzione, la logica è di importarli in Italia. Se si seguono le leggi, si fa la distinzione”. Sulla tragica morte di Giovanni Lo Porto, afferma: “I cooperanti vogliono andare lontano, in zone di guerra e queste cose succedono” (GUARDA IL VIDEO)

Salvini all’inviato: “Io voglio sparare ai migranti? Ma sparati tu”
Le elezioni regionali in Toscana si avvicinano e la campagna elettorale della Lega sale di tono: l’ultima trovata è quella di piazzare una ruspa davanti al campo rom di Scandicci, sulla scia delle polemiche innescate da Salvini, come monito per chi sta dentro. “Questo è un preavviso di sfratto, non è uno sfratto esecutivo”, annuncia il leader della Lega Nord, mentre posa per le foto di rito. Ma la tensione fra i militanti leghisti e gli occupanti sale, fino a che non scattano i tafferugli. Il clima a Livorno non è più disteso: quando Salvini arriva nella città “rossa”, la piazza lancia uova e lo contesta duramente. Lui mostra il dito medio e non arretra, attaccando Renzi e rilanciando l’idea del blocco navale. E quando Luca Bertazzoni gli chiede se voglia sparare sui barconi, la risposta è eloquente: “Ma sparati tu” (GUARDA IL VIDEO)

Nella capitaneria libica 2 barche contro centinaia di scafisti
Zuara, città della Libia nord-occidentale, è diventata negli ultimi anni uno dei principali snodi dell’immigrazione clandestina. Da qui partono centinaia d’imbarcazioni cariche di migranti dirette verso Lampedusa, e la guardia costiera locale ha a disposizione solo una nave e un gommone per presidiare 100 km di costa. “Sono anni che chiediamo una tecnologia più avanzata, non abbiamo neppure i radar” – racconta un ufficiale, mostrando tre grandi barconi attraccati alla banchina – “uno di quei pescherecci lo abbiamo fermato tre volte. Gli italiani dopo aver salvato i migranti lo hanno rimandato indietro con lo scafista a bordo”. Il racconto di Luca Bertazzoni (GUARDA IL VIDEO)

Dragoni: “Quanto costa un blocco navale? 5 volte Mare Nostrum”
“Matteo Salvini vuole fare un blocco navale davanti alla Libia. E il governo non lo esclude, anzi”. Così Gianni Dragoni esordisce nel suo editoriale, con cui spiega quanto ci costerebbe il tanto paventato blocco navale: “Abbiamo fatto delle stime partendo da Mare Nostrum, che copriva solo un piccolo tratto di costa. Il blocco navale comprenderebbe tutta la costa libica, 1770 km. Un blocco navale serio richiederebbe almeno 30 navi e 20 velivoli. Costo totale? 5 volte Mare Nostrum. Per il blocco navale si spenderebbero 45 milioni di euro al mese. i 9,3 di Mare Nostrum per la Lega erano troppi… e il blocco navale va bene?” (GUARDA IL VIDEO)

Lerner: “Africa? Dopo 20 anni di inerzia ora la situazione è scoppiata”
“A causa di 20 anni di inerzia ora abbiamo fatto scoppiare la situazione”. Sono le parole di Gad Lerner, che aggiunge: “La notizia dell’altro ieri è che il governo del Kenya ha annunciato che intende chiudere il campo profughi di Dadaab, il più grande del mondo. Dove andranno queste oltre 300mila persone? In Italia, per inerzia nostra, sono scoppate guerre drammatiche. Abbiamo l’Isis e il Califfo alle porte, abbiamo la Nigeria, la Somalia… Questa migrazione avviene in condizioni difficili” (GUARDA IL VIDEO)

Luttwak: “Un Paese ha diritto di scegliere di volere o no i clandestini”
“Nel 1950 l’Italia aveva più abitanti di Marocco, Algeria, Tunisia e Libia messi insieme”. Lo puntualizza Edward Luttwak, che spiega: “I candidati alla migrazione in Nigeria sono 50 milioni. Di fronte a questi numeri, lasciando fuori Auschwitz, ogni singolo paese ha diritto a scegliere di volere o non volere i clandestini. Ma un rifugiato politico si deve accettare” (GUARDA IL VIDEO)

Dalla guerra ai ruderi di Caltanissetta: l’odissea dei profughi
Fuori dal CARA di Caltanissetta alle 8.30 si accalca già una ressa di migranti. Cercano di presentare la richiesta di asilo o un letto per dormire, ma per molti di loro sarà un tentativo vano. Così, giorno dopo giorno, si sono attrezzati per vivere nella campagna vicina, trasformando un vecchio rudere in un rifugio che accoglie più di 10 persone contemporaneamente. “Sono venuto in Italia perché in Pakistan c’è la guerra, facevo l’insegnante e ai talebani non piace” – racconta uno di loro – “per arrivare in Italia ho pagato 6000 euro. Mi aspettavo rispetto”. Il servizio di Alice Martinelli (GUARDA IL VIDEO)

Paragone: “Non sappiamo gestire i profughi. Tanti non registrati”
“I numeri ufficiali del Viminale dicono che nel 2014 sono arrivati oltre 170mila profughi. Solo 66mila risultano registrati. I restanti sono diventati come fantasmi. Se ne vanno fuori dall’Italia”. Lo afferma Gianluigi Paragone, che osserva: “Questo accade sotto gli occhi di chi dovrebbe vigilare. Inutile parlare di registro dei rifugiati se poi facciamo sparire nel nulla 100mila profughi. Quelli che noi abbiamo, non li sappiamo gestire” (GUARDA IL VIDEO)

Bonafè a Lerner: “Il vero salvataggio è evitare che partano dalla Libia”
“Qual è lo scopo dell’UE? E’ un’azione di blocco e di contenimento, di presidio delle nostre frontiere. Ma serve un piano urgente di salvataggio”. Lo afferma Gad Lerner, a cui Simona Bonafè replica: “Vogliamo dire che il vero salvataggio è non farli partire dalla Libia?” (GUARDA IL VIDEO)

Travaglio: “Renzi: droni, non ci sono paragoni”
Editoriale di Marco Travaglio, che si sofferma sulla visita del premier a Washington: “Sabato i giornali erano molto stupiti perché Obama aveva accolto Renzi alla Casa Bianca. Nel mondo non abbiamo mai contato e continuiamo a non contare niente: come ai tempi di Bush che riceveva Berlusconi. I giornali di sinistra prendevano in giro Berlusconi, mentre ora cantano lo strepitoso successo di Renzi italiano in America. La Stampa esalta in ben due articoli “la chimica personale nata tra Barack e Matteo. Su Repubblica” – continua – “c’era scritto: “Era dai tempi dell’idillio Bush-Berlusconi che non si vedeva tanto calore. La chimica è scattata”. Il direttore de Il Fatto Quotidiano osserva: “Ma cos’ha portato a casa di concreto Renzi dal suo viaggio in Usa? Zero, niente. Nessuna concessione sulla Libia e nessuna concessioni sui droni. L’idea di Renzi è quello di bombardare i barconi. Ogni stato bombardato, ci dichiarerebbe guerra. Meno male che i nostri droni sparano a salve. Mare Nostrum, che riuscì a ridurre i morti in mare, è stata rimossa. Con Operazione Triton” – prosegue – “abbiamo risparmiato 30 milioni di euro, ma ci sono stati centinaia di morti in più. Solo un pazzo può risolvere un’emergenza umanitaria con un’operazione militare. Renzi ha detto le stesse cose della Santanchè: lei è stata definita una sciacalla, lui è stato applaudito” (GUARDA IL VIDEO)

Bonino: “Renzi? Errore cancellare Mare Nostrum e con la motivazione più vergognosa: costava troppo”
Emma Bonino è stata il ministro degli Esteri dall’aprile 2013 al febbraio 2014. Il governo di cui faceva parte, guidato dal premier Enrico Letta, varò l’operazione Mare Nostrum all’indomani della “tragedia di Lampedusa”, dove persero la vita almeno 366 migranti. Poco più di un anno dopo, nel novembre 2014, la missione di salvataggio è finita in soffitta ed è stata sostituita dall’operazione Triton di Frontex. “Renzi ha sbagliato a cancellare Mare Nostrum e la motivazione è la più vergognosa: costava troppo”, attacca la storica leader radicale, che si spinge in un’analisi complessiva del sistema d’asilo italiano. “Va riformato, i CIE e i CARA sono carceri senza regolamento. L’Italia dovrebbe riformare il suo sistema di asilo. Aiutarli a casa loro? Magari, ma è troppo facile da dirsi. A noi non piaccioni i migranti poveracci ma i migranti ricchi, ci piacciono tutti. Cerchiamo di guardarci dentro”. L’intervista di Giulia Innocenzi (GUARDA IL VIDEO)

Luttwak: “Intervento in Libia non è fattibile”. Lerner: “Fregatura per Italia”
“Le perlustrazioni aeree indentificano i barconi prima che vengano caricati di persone. Distruggere i barconi vuoti non è un’invasione”. Lo afferma Luttwak, che aggiunge: “Tante persone, invece, stanno parlando di fare un intervento in Libia che non è fattibile”. Lerner osserva: “Il concetto che dice Luttwak è una fregatura per l’Italia. Con il trattato di Dublino, 27 paesi in Europa potrebbero chiedere all’Italia di tenersi tutti i rifugiati. La Bonafè dice che non bisogna non far partire i profughi dalla Libia? Equivale a dire che Triton e Frontex sono operazioni di difesa e di blocco dei confini” (GUARDA IL VIDEO)

Bonafè vs Travaglio: “Hai già fatto il tuo show, basta”. “Lo show lo fate voi tutti i giorni”
Esplode la polemica tra Simona Bonafè e Marco Travaglio. La deputata del Pd afferma: “Non è pensabile che l’emergenza sbarchi sia gestita da soli 6 Paesi su 28 dell’Ue. Vanno fatti degli accordi con i paesi di transito. Servono accordi umanitari. Serve una corresponsabilità diffusa. Sono state triplicate le forze a favore di Triton. Sono orgogliosa dell’operazione Mare Nostrum ma tutte le vite umane non sono state salvate. Così, però, non risolviamo il problema della Libia. E quindi dobbiamo andare lì. Ma non sto parlando di intervento armato”. Travaglio non è d’accordo, ma la Bonafè lo interrompe e intima: “Hai già fatto il tuo show, basta”. Il direttore de Il Fatto Quotidiano ribatte: “No, lo show lo fate voi tutti i giorni”. E aggiunge: “Gentiloni e la Pinotti parlando un giorno sì e un giorno no di andare in Libia” (GUARDA IL VIDEO)

Paragone: “Triplichiamo soldi per Triton e chiediamo operazione polizia internazionale”
“Noi triplichiamo i soldi per Triton però chiediamo un’operazione di polizia internazionale”. E’ l’osservazione di Gianluigi Paragone, che aggiunge: “Trattato di Dublino? Non vedo uno stravolgimento di questo patto europeo” (GUARDA IL VIDEO)

Esclusiva: sotto la casa di Giovanni Lo Porto a Palermo
Sandro Ruotolo si trova nel quartiere Brancaccio, a Palermo, sotto la casa di Giovanni Lo Porto, il cooperante italiano rapito nel 2012 in Pakistan, nel giorno in cui Barack Obama ne annuncia la sua morte. Lo Porto è stato ucciso da un drone durante un’operazione dell’antiterrorismo statunitense lo scorso gennaio al confine con l’Afghanistan. La cognata lo ricorda così: “Era una persona speciale, d’oro” (GUARDA IL VIDEO)

Renzoni: “Il possibile nuovo Patto del Nazareno sui migranti e sulla Libia”
I retroscena di palazzo raccontati da Alessandro De Angelis e Renzoni su un possibile nuovo Patto del Nazareno sui migranti e la Libia. Renzoni rivela: “Renzi è sicuro: “Vedrete, vedrete, Berlusconi si convincerà. E tornerà al Nazareno”. Il vicesegretario Pd Guerini ha detto: “Avete visto come Berlusconi si è smarcato da Salvini? Un atteggiamento responsabile””. E aggiunge: “Quando Confalonieri ha letto nel ddl Rai la norma che toglie i tetti sulla pubblicità si è precipitato ad Arcore: “Ci fa male”. Fitto prevede che il clima cambierà: “Quale rottura, Berlusconi fa la scena, ma il Nazareno ricomincia dopo le regionali”. E Verdini sostiene: “Dopo le regionali, facciamo il partito della Nazione con Renzi. O Berlusconi torna al Nazareno o resta solo” (GUARDA IL VIDEO)

Renzoni: “Berlusconi sta preparando un partito senza Verdini”
Nuove rivelazioni di Renzoni, introdotto da Alessandro De Angelis. “Berlusconi ripete sempre” – svela Renzoni – “‘Ma quale Nazareno. Io non farò mai più un accordo con quel dittatorello’. E per il periodo successivo alle elezioni regionali, Silvio sta preparando un partito senza Verdini. Su quest’ultimo dice: ‘Quando era pieno di debiti stava con me. Ora che ha molti processi pensa che Renzi lo aiuti'” (GUARDA IL VIDEO)

Essere rom: un reportage fra propaganda, menzogne e realtà
Via di Salone, estrema periferia est di Roma. Qui si trova uno dei campi rom autorizzati della Capitale. La polizia locale effettua dei controlli su alcune famiglie che risulta abbiano un reddito superiore a quello dichiarato. Si parla di centinaia di migliaia di euro. Ma come si mantengono i rom? Con la raccolta del ferro vecchio, con l’accattonaggio e, spesso, con i furti. Nel nostro reportage sul mondo rom, ci siamo imbattuti in una delle ragazze rom che ha raccontato alle telecamere di Mattino Cinque di guadagnare fino a 1000 euro al giorno grazie a furti e rapine. A Giulia Cerino racconta: “La giornalista ci ha dato 20 euro per dire queste cose: che noi rubiamo 1000 euro al giorno, che la vecchietta deve morire” (GUARDA IL VIDEO)

Bonafè: “I campi rom non sono la risposta giusta”
“I campi rom non sono la risposta giusta”. Lo dichiara Simona Bonafè, che aggiunge: “Il campo rom è un fallimento che va superato. Però bisogna rispettare le regole” (GUARDA IL VIDEO)>

Paragone: “Rom? Non c’è razzismo, ma c’è intolleranza”
“Non c’è razzismo, ma c’è intolleranza. Razzismo e intolleranza non sono sinonimi”. Lo afferma Gianluigi Paragone, che aggiunge: “L’intolleranza nasce da alcuni episodi che avvengono in città. Spesso si dimentica che i campi rom non sono poi così diversi da situazioni abitative generate da altri fattori” (GUARDA IL VIDEO)

Lerner: “Ci illudiamo di risolvere un problema con una ruspa”
“Quella ragazza ha detto le cose che molti italiani vogliono sentirsi dire. I rom e i sinti in Italia si fanno del male da soli e si offrono come bersaglio”. Lo afferma Gad Lerner, che aggiunge: “Sono persone sulle quali ci guadagnano persone come Buzzi e Salvini. C’è un bisogno di dividere gli uomini dai sottouomini ed è un bisogno molto redditizio. Ci illudiamo di risolvere un problema con una ruspa” (GUARDA IL VIDEO)

Travaglio: “Il problema dei rom è insolubile. E i politici illudono la gente”
“Salvini dice ai rom di andarsene a casa. Ma sono cittadini comunitari e in alcuni casi italiani. E’ un modo per far credere alla gente che esistano soluzioni facili a problemi difficili”. Lo afferma Marco Travaglio, che spiega: “problema dei rom è un problema insolubile. Bossi disse che Salvini sbaglia sui rom. Bossi disse che i rom, grazie ai campi, sono controllabili. Noi stiamo illudendo la gente. Anche l’immigrazione non ha soluzione. Si può controllare grazie ad uno stato serio. L’Italia non ha uno stato serio. Spacciare soluzioni semplici” – continua – “ha portato l’attuale classe dirigente a dire le stesse cose identiche come hanno fatto Maroni, Santanchè e Salvini che non servono a niente. Bombardare i barconi non serve a niente. Le sparate servono per le elezioni” (GUARDA IL VIDEO)

Paragone: “La testa di quella ragazzina rom è proiettata ai talent”
“La testa di quella ragazina rom è già proiettata verso la televisione, verso i talent”. E’ il commento di Gianluigi Paragone, in un dibattito che coinvolge anche Gad Lerner, il quale osserva: “E’ un luogo comune dire che i rom e i sinti vogliono vivere in quelle condizioni. C’è un’alta quota di popolazione convinta che gli zingari rubano i bambini. I rom” – continua – “sono persone, sono stati i primi ad essere spediti nei campi di concentramento e relegarli fa ottenere di loro una visione che sono un problema. E presentarsi davanti a loro con una ruspa vuol dire sperare che se ne possa trarre consenso” (GUARDA IL VIDEO)>

Le vignette di Vauro: il “corso di stronzismo”
Le vignette satiriche di Vauro su un immaginario corso di “stronzismo”, riservato ai neofiti e ai professionisti della politica. Nel finale, un tributo al 25 aprile
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