Che fine ha fatto il tesoro della contessa Francesca Vacca Agusta, morta tragicamente a 58 anni, l’8 gennaio 2001, precipitando in mare dalla scogliera della sua favolosa villa Altachiara a Portofino? L’unica certezza è che il tesoro è sparito. Rubato, probabilmente. Due anelli con brillanti del valore complessivo di 373mila euro, un ciondolo con brillante da 5,03 carati montato su una catenina in oro rosa del valore di 550mila euro, una pietra taglio brillante montata su un anello in oro da 85mila euro. Lo scrigno vale oltre un milione di euro. Un bel boccone per il ladro che ha piazzato il colpo come ha scritto Il Secolo XIX. Ma davvero si è trattato di un furto?

I dubbi sono la metà di mille. Anzitutto, chi sarebbe il ladro? E perché i gioielli erano nascosti nella villa di Rapallo dell’industriale, amico di quel Maurizio Raggio che fu il compagno della contessa nel lusso di una vita principesca e nel lutto di una fine drammatica? E che bisogno c’era di nascondere le gioie in casa di un amico? La matassa è ingarbugliata. Proviamo a sbrogliarla.

Il 1° settembre 2014 Hiran Perera, da 7 anni maggiordomo nella villa di Rapallo dell’industriale Tommaso Mambretti, assistito dall’avvocato Emanuele Olcese presenta una denuncia ai carabinieri di Santa Margherita nella quale racconta di essere stato oggetto di pesantissime minacce da parte di Maurizio Raggio, spalleggiato da Mambretti e dall’imprenditore edile Marco Barolo. In una della stanze della villa con le finestre oscurate i tre lo avrebbero accusato di aver sottratto i gioielli. Raggio avrebbe affrontato Perera a muso duro: “Guardami in faccia, brutto negro di m… lo sai chi sono io? Sei un infame, guardami negli occhi. La mia passione è trombare le p… incinte. (la moglie del maggiordomo era in gravidanza, ndr). Ora prendo la tua p… e la tr… finché non perde il bambino”. Raggio avrebbe aggiunto: “Nel tuo Paese la gente muore di fame. Lo troviamo uno che ti stermina la famiglia. Tu lo sai quante armi ho in cantina”. E infine: “Ti sciolgo nell’acido e quello che resta del tuo corpo lo butto nel cemento”. Sempre secondo la denuncia ai carabinieri, Perera sarebbe stato trattenuto quattro ore e infine depredato di tutti i suoi risparmi, dodicimila euro.

Il 25 ottobre, il maggiordomo ha presentato personalmente una seconda denuncia nella quale riferisce di essere stato seguito da due individui, uno dei quali, con accento meridionale, gli avrebbe intimato di restituire il bottino, dicendogli di possedere una pistola e che la sua vita era in pericolo. I due furono visti da lui assieme a Raggio. Fin qui il racconto del maggiordomo, confermato dal suo legale: “Perera è rientrato con la moglie in Sri Lanka dove la signora ha dato alla luce un bambino, un maschio, agli inizi del 2015”, dice al fattoquotidiano.it l’avvocato Olcese. “Il mio cliente risulta indagato per il presunto furto dei gioielli, ma gli è stato restituito il passaporto è questo significa che non ci sono indizi circa il reato più grave, ossia il furto dei gioielli”.

Nel 2011 la ex moglie di Raggio, la messicana Rocio Saldivar, lo aveva denunciato sostenendo che Raggio aveva nascosto i gioielli appartenuti alla contessa Vacca Agusta. L’inchiesta si concluse con l’archiviazione. Non manca un tocco hard. Perera ha denunciato di aver scoperto, sotto l’armadio della propria camera da letto, a Villa Mambretti, una telecamera nascosta che avrebbe filmato i suoi amplessi con la moglie. Chi l’aveva collocata e perché? Dovrà rispondere a tutte le domande il sostituto procuratore Emilio Gatti, della procura genovese. Perera è indagato per il furto dei gioielli, Mambretti, Raggio e Barolo per il furto dei 12mila euro di Perera e per minacce al domestico.

L’avvocato Pasquale Tonani è il legale di Raggio e parlando col fattoquotidiano.it cade dalle nuvole: “Non c’è nulla di vero nella denuncia del maggiordomo. Raggio non ha mai nascosto i gioielli della contessa Agusta a casa di Mambretti, gli ha affidato alcuni orologi di sua proprietà, non potendo usufruire di una cassetta di sicurezza. Il mio cliente, che si trova all’estero, intende tutelare la propria rispettabilità e mi ha dato mandato di querelare per diffamazione i giornalisti che hanno diffuso quella ricostruzione dei fatti. E denunciare per calunnia l’estensore della denuncia a carico di Raggio (il maggiordomo Perera, ndr), semmai questa denuncia esista”. Nel 2005 Raggio fu condannato in appello a tre anni e quattro mesi per aver custodito e nascosto il “tesoro” tangentizio (15 miliardi di lire) attribuito a Bettino Craxi. Nel 2011 gli fu contestato da parte dell’Agenzia delle Entrate di aver sottratto da Villa Altachiara beni sottoposti a pignoramento per un valore di un milione di euro.