“Chissà perché le indagini esplodono sempre in certe ore della storia, della città, della nazione”. E’ il cardinale e arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco a intervenire nel caos della Liguria che si presenta alle elezioni regionali. Nelle scorse ore è arrivata la notizia che la candidata Pd Raffaelle Paita, assessore alle Infrastrutture e alla Protezione civile è indagata per omissione in atti d’ufficio per mancata allerta, concorso in disastro colposo e omicidio colposo nell’ambito dell’inchiesta sull’alluvione di Genova del 9 ottobre scorso. E mentre la politica discute su opportunità, scandali o garantismo, la Conferenza Episcopale Italiana entra nel dibattito. “La mia valutazione”, ha detto il presidente della Cei Bagnasco, “è di grande dispiacere, di grande dolore, innanzi tutto per il fatto che, chissà perché, le indagini esplodono sempre in certe ore della storia, delle città, della nazione”.

Non c’è solo la questione Paita a turbare gli animi dei politici liguri, nei giorni scorsi sono arrivate le prime condanne per le inchieste sulle spese pazze. “E’ importante”, ha aggiunto il cardinale, “che ci siano degli accertamenti certi, in modo da potere arrivare alla verità delle cose, non soltanto ai sospetti. Certo che già soltanto seminare sospetti, avviare queste notizie, a prescindere dalla verità o meno, comunque deprime un po’ il morale di tutti, disincentiva il senso di appartenenza e partecipazione e questo è un male profondo a cui bisogna reagire”. Bagnasco ha concluso con un invito ad andare alle urne nonostante le delusioni: “I recenti scandali che hanno coinvolto diversi esponenti politici liguri non devono indurre i cittadini a disertare le urne. bisogna non cedere alla tentazione di non partecipare alla vita civile e sociale. Cose di questo tipo non incoraggiano di per sé, a prescindere dalla verità, che deve essere assolutamente accertata in tempi rapidissimi”.

Intanto anche il Partito democratico, la parte che già non è uscita e sostiene il candidato della lista civica Luca Pastorino, difende la sua candidata. Che a sua volta respinge ogni accusa: “Questa vicenda mi ha colpito dal punto di vista umano”, ha detto in una nota la Paita. “In queste ore per me è stata molto importante la fiducia e il sostegno del mio partito a tutti i livelli e i messaggi delle tante persone che in queste ore mi hanno dimostrato la loro vicinanza. Quello che più sorprende è il merito di quanto mi viene contestato: la mancata allerta”. Secondo l’ex assessore non sarebbe sua la responsabilità: “L’allerta meteo non compete in alcun modo agli assessori, come ho avuto modo di spiegare. Il punto dell’intera questione sta qui: l’assessore non ha alcun potere organizzativo, gestorio e provvedimentale”.

La corsa per le Regionali in Liguria si fa sempre più complicata per Matteo Renzi. Dopo le irregolarità durante le primarie denunciate da Sergio Cofferati (uno dei fondatori del partito), che è andato via sbattendo e l’addio del civatiano Luca Pastorino, la campagna elettorale per i democratici si fa ancora più complicata. L’entourage renziano, tuttavia, continua a sostenere la Paita. Luca Lotti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, nel pomeriggio ha avuto un faccia a faccia di oltre tre ore con la candidata: “Ho parlato con Paita – ha riferito ai giornalisti – l’ho trovata in forma, sta bene. Credo che faccia bene ad andare avanti. C’è fiducia nella magistratura, e poi vedremo. Lo ripeto, da semplice iscritto, c’è un avviso di garanzia che è a garanzia dell’indagato e quindi credo sia giusto che la candidata vada avanti”.