Quattro punti di penalizzazione nel campionato di serie A 2014-15 al Parma e sei mesi di inibizione per Giampietro Manenti e Pietro Leonardi, legali rappresentanti pro tempore della società, per inadempienze Co.Vi.So.C. (Commissione di vigilanza delle società di calcio professionistiche). Sono le decisioni della Sezione disciplinare del Tribunale federale nazionale della Figc. Il Tribunale ha ritenuto che la Co.Vi.So.C. “ha puntualmente accertato l’omesso versamento degli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, nonché dei contributi Inps e delle ritenute Irpef per le mensilità oggetto di contestazione”, relative al periodo da luglio a dicembre 2014.

La nuova penalità, dopo i 3 punti già inflitti, porta la squadra emiliana a quota 12 in classifica, all’ultimo posto in serie A. La qualificazione in Europa League dell’anno scorso sfumata per Irpef non pagata è sfociata quest’anno in una crisi senza fine: sportiva ed economica. Nell’aprile 2014 un’ispezione della Co.Vi.So.C. aveva portato all’attenzione della Federcalcio la grave situazione della società. Era stato “consigliato” un “attento monitoraggio” e la necessità di un “intervento sull’andamento economico”. Avvertimenti non ascoltati che hanno portato a una prima conseguenza con l’esclusione dall’Europa League. Le ispezioni successive però “non rilevarono ostacoli” all’iscrizione del Parma al campionato, che attualmente si trova nella posizione di fanalino di coda della serie A.

La decisione della Figc si somma all’arresto di Gianpietro Manenti – del 18 marzo scorso – e alle ombre della ‘ndrangheta, gettando ancora più ombre sul destino del Parma Calcio, riassunta dalle parole pronunciate un mese fa dal suo capitano Alessandro Lucarelli: “Ogni giorno prendiamo bastonate in faccia e parlo della città, della tifoseria, della squadra. Mi auguro che prima o poi tutto questo finisca perché non ne possiamo più. Verrebbe voglia veramente di chiudere tutto. Sta diventando una farsa, lo dico con tristezza, è tutto uno schifo”.