Stavolta siamo i primi in classifica: l’Italia è il Paese che invia più curriculum vitae per cercare lavoro all’estero, ma è anche il Paese meno desiderato dai giovani stranieri per trovare un’occupazione. Chi pensa di andare alla ricerca di un impiego fuori “casa” sceglie i Paesi del Nord Europa. La fotografia arriva dai dati forniti dal servizio statistico di Eures, il portale della mobilità professionale, promosso dalla Commissione Europea, per facilitare la libera circolazione dei lavoratori all’interno dello spazio economico, a cui partecipa anche la Svizzera.

I numeri, aggiornati al mese corrente, non danno speranze al nostro Paese: la fuga fuori dai confini è inarrestabile. Ogni giorno centinaia di italiani inseriscono il loro curriculum nel sito. Solo in un mese siamo passati da 30.918 candidati alla ricerca di un impiego in uno stato straniero, a 32.122 richieste. La linea dell’Italia nel grafico della mobilità conosce una continua impennata. Dopo di noi ci sono solo la Spagna (26.892 cv inviati), la Romania (10.653), la Croazia (9.680), la Polonia (7.238) e il Portogallo con 7.192 persone pronte a prendere la valigia. Da notare anche la disparità dei numeri tra Italia e Spagna e le altre nazioni. Sono le economie più deboli a risentire di questa migrazione.

Dall’altro canto nessuno pensa di venire a lavorare in Italia. L’idea che qui la crisi sia ormai superata non è certo nella testa di chi vuole cercare un lavoro sicuro: solo 28.083 persone hanno inviato curricula per cercare lavoro nel nostro Paese rispetto ai 43.838 candidati che cercano impiego nel Regno Unito; 41.279 in Germania; 36.945 in Svizzera, 32.211 in Svezia. Ancora una volta è solo la Spagna a farci compagnia tra i Paesi meno desiderati con 576 curricula in più.

Il lavoro di Eures, che ha fra i partner della rete i servizi pubblici per l’impiego, i sindacati e le organizzazioni dei datori di lavoro, permette di fare un’analisi dettagliata e completa del fenomeno della mobilità. Eures fornisce ai datori di lavoro, in particolare alle piccole e medie imprese, un servizio personalizzato per accedere ai potenziali lavoratori disponibili. Un dato significativo che permette di monitorare quante sono le imprese a caccia di nuovi addetti. In questa classifica a piazzarsi al primo posto è ancora la Germania con oltre 1033 annunci di ricerca, seguita dal Regno Unito che è alla ricerca di 375 lavoratori e la Spagna con 254 richieste.

Le imprese dei Paesi Bassi si stabilizzano sulla stessa cifra con 233 richieste così la Norvegia con 225. Si abbassano i numeri con la Francia al sesto posto (169) e l’Italia in settima posizione (165). Chi vuole andarsene dal proprio Paese d’origine punta a fare il cameriere, l’insegnante di lingue o l’assistente amministrativo: sono queste le occupazioni desiderate dai candidati secondo Eures. Nella lista dei “sogni” spuntano anche impiegati, traduttori, segretari e architetti. In fondo alla classifica, invece, chi prova a cercare nel settore informatico.

E’ altrettanto evidente che per uscire dal Paese serve sapere le lingue: tedesco, inglese e ungherese sembrano essere essenziali. Da notare, comunque, che il settore educativo più richiesto è quello di ingegneria. Resta infine il problema della ricerca transfrontaliera. Secondo il portale della Commissione in Europa ci sono oltre 600.000 persone che vivono in un Paese e lavorano in un altro e devono affrontare pratiche nazionali e sistemi giuridici diversi.