“I tumori causati dall’ambiente di lavoro o di vita rischiano di restare negli archivi. Si deve creare un osservatorio nazionale”. È questa la proposta di Raffaele Guariniello, sostituto Procuratore della Repubblica di Torino. Un progetto che permetterebbe “agli stessi medici di segnalare” quando un tumore potrebbe essere legato a luoghi di lavoro o abitazioni. Il Procuratore è fermo anche sulle modifiche alle norme contro i reati ambientali, per cui “il termine di prescrizione deve iniziare a decorrere nella data in cui cessano quegli eventi disastrosi”. L’amianto è tra i materiali inquinanti maggiormente presenti in Italia. Eppure avere una mappa per monitorare la presenza del materiale sul territorio sembra impresa difficile. Intanto “le vittime non ricevono nulla”, come dice Bruno Pesce, dell’Associazione familiari vittime amianto Casale Monferrato – perché in Italia la maggioranza dei mesotelioma non sono riconosciuti dall’Inail”. Lanciata in questi giorni su change.org la petizione #AddioAmianto in cui si chiede maggiore trasparenza al governo su mappature e bonifica  di Elisa Murgese