Qualche settimana fa, ascoltando in radio “L’altra Europa” di Federico Taddia, ci è venuto un dubbio: che fine ha fatto “Screensaver”?

Stiamo parlando di uno dei programmi più innovativi che la tv (pubblica) italiana abbia prodotto negli ultimi anni; un programma fatto dai ragazzi e a loro, principalmente, rivolto; che abbinava ottimi ascolti a un budget decisamente “low”. L’idea di base era semplice quanto efficace, mostrare i video (spot o corti, in genere di stampo sociale) realizzati dagli alunni a scuola, con il risultato di raccontare il mondo dei ragazzi attraverso le loro teste, le loro parole e i loro cuori.

Grazie ad una ricerca su Internet, abbiamo scoperto che ben sette anni fa, nel 2008, RaiTre ha deciso di cancellare Screensaver dal suo palinsesto. A partire da quella data, di sicuro, non è stato più realizzato un prodotto televisivo che raccontasse una scuola “alternativa” che usa i media digitali per formare i ragazzi, per guidarli a una maggiore consapevolezza della cultura, della legalità, della socialità. Altra conseguenza è stata che decine di produzioni audiovisive scolastiche, perso il loro più importante canale di promozione, hanno visto drasticamente ridursi il loro impatto, potendo contare solo sul circuito (poco televisivo) dei festival di settore.

A ciò va aggiunto che la Rai ha anche iniziato a polverizzare la “Tv dei Ragazzi”, rimpiazzandola con quella dei bambini, infarcita di cartoni animati, e quella degli adolescenti, condita di fiction nelle quali i ragazzi giocano a fare gli adulti. La pur interessante Rai Scuola (esiliata sui canali 146 del Dgt e 806 di Sky) non ha in palinsesto qualcosa di simile, ovvero un format che promuova la scuola e che chiami i ragazzi ad essere realmente protagonisti.

Federico Taddia, ideatore, co-autore e conduttore di Screensaver, uno dei più attivi e apprezzati autori tv contemporanei, conduttore radiofonico e scrittore, forse ancora si interroga sui motivi di quella scelta aziendale. Tra l’altro il programma, collocato in fascia pomeridiana, cominciò da subito a crescere e a introdurre nuove rubriche, una delle più apprezzate era quella nella quale dei personaggi noti (Renzo Arbore, Paola Cortellesi, Rino Gattuso,…) erano chiamati a collaborare con gli alunni alla realizzazione dei video.

Prima di essere definitivamente cancellato, Screensaver fu spostato al mattino di domenica (in una fascia completamente fuori target) e, nonostante questo, mantenne dei discreti dati d’ascolto.

Trovata la risposta alla domanda del titolo, anche noi abbiamo iniziato a riflettere sul perché di una tale decisione. Forse da quando la tv di Stato ha deciso che gli ascolti non possono arrivare attraverso la ricerca della qualità, ha avuto bisogno di prodotti banali, perlopiù senza contenuti, nei quali non c’è posto per l’intrattenimento intelligente ma solo di disimpegno?

Giriamo il quesito a chi ha la possibilità di rimediare agli errori commessi, ad esempio producendo una nuova versione di Screensaver (che risulterebbe davvero interessante nell’era degli smartphone e dei video virali) o comunque lavorando a una Tv per Ragazzi più rispettosa del proprio pubblico. Intanto chi vuole rivedere qualche puntata di Screensaver può cercarla sul sito della Rai, non essendoci più traccia del sito web del programma.