Secondo giorno di elezioni in Nigeria. Secondo giorno di attacchi e vittime. Non si arrestano gli attentati di Boko Haram – che sabato hanno decapitato e bruciato 23 persone – contro i seggi delle elezioni presidenziali e politiche. Nel nordest del paese, roccaforte dei fondamentalisti islamici, i morti in cinque attacchi distinti sono saliti a 41. Sotto la minaccia delle armi, il gruppo terroristico ha impedito a centinaia di persone di votare. Un testimone ha raccontato di spari e minacce: “Vi avevamo avvertito di non votare, vi uccideremo tutti”. Nello stato di Rivers, a sud, tre persone sono state uccise a colpi di piscola. Un seggio nel sudest del Paese è stato distrutto da due autobombe. Il portavoce della polizia ha riferito che “uomini armati non identificati” hanno attaccato uffici elettorali nelle città di Kirfi e Alkaleri, a circa 120 chilometri a est di Bauchi. Un convoglio di circa dieci veicoli è stato inoltre bloccato dai governativi a Dindima.

Le operazioni di voto si sono prolungate in 300 seggi – sul totale di 150mila – a causa di problemi tecnici. Il nuovo sistema di registrazione prevede che, per poter esprimere la propria preferenza, gli elettori debbano verificare il proprio diritto al voto tramite un lettore elettronico. Il processo di identificazione dovrebbe durare pochi secondi, invece impiega in media cinque minuti per concludersi. La sfida presidenziale è prevista tra l’attuale premier cristiano Goodluck Jonathan e il musulmano Muhammadu Buhari. Da assegnare anche i 109 seggi del Senato, ai quali concorrono 739 candidati, e i 360 seggi dell’Assemblea nazionale, per i quali si sono presentati 1780 candidati.

Ban Ki-Moon si è congratulato per lo svolgimento delle elezioni, che ha definito “in larga misura pacifiche”. Il segretario generale dell’Onu ha condannato gli attacchi compiuti da Boko Haram e da chiunque abbia cercato di minare il processo elettorale, lodando la determinazione dei nigeriani nell’esercizio dei loro diritti civili malgrado le violenze.