“Sono esattamente nove anni che il comitato si batte contro questa opera assolutamente inutile“. E’ iniziata con queste parole l’assemblea di protesta del comitato No tunnel Tav di Firenze  (che si oppone al progetto del sottoattraversamento per l’alta velocità) – riunitasi questa mattina davanti al “villone degli affari sporchi“, ovvero la villa panoramica di Stefano Perotti, al centro dell’inchiesta sulle Grandi opere, partita proprio da Firenze e dal tunnel Tav. “E’ un’opera inutile, con difformità nelle normative antisismiche, incongruenze nei sistemi per limitare l’alterazione della falda e pericoli per gli immobili”, hanno spiegato gli attivisti, proponendo un’alternativa: “Invece di spendere 3 miliardi di euro e 10 anni di lavoro c’è la possibilità di creare un percorso in superficie con 300 milioni di euro e tre anni di lavoro”. E a vuoto sono anche andati gli incontri con le istituzioni e anche con Renzi sindaco, stessa storia: “Lui ha portato avanti la sua critica fino ad un certo punto, poi, in cambio delle compensazioni (90 milioni di euro) ha cessato di opporsi”  di Max Brod