“Una proposta troppo timida verso i burocratici e politici infedeli, in termini di reati, non viene cambiato nulla rispetto alla legge del 2005”. Prima del voto finale alla Camera dei deputati sulla proposta di legge di riforma della prescrizione, Andrea Colletti per il M5S motiva così il voto di astensione del suo gruppo. Dopo di lui David Ermini, a nome del Pd motiva a sua volta il sì convinto dei democratici, ma in conclusione del suo intervento attacca il M5S: “All’inutile presenza del Movimento 5 Stelle a cui non manca la saccenza, se fossero più umili sarebbero riusciti a fare qualcosa, loro che finora sono serviti a poco soprattutto ai cittadini che dicono di vuole rappresentare”. Allora Alfonso Bonafede (M5s) prende la parola: “Non replico all’intervento delirante del collega Ermini, sull’inutilità del M5S e sulle accuse a cui neppure i vostri elettori credono più”. L’intervento è interrotto dalla presidente della Camera, Laura Boldrini che richiama Bonafede al rispetto del regolamento e il deputato 5 Stelle rivolge una critica anche alla Boldrini: “Presidente non le ho mai sentito fare un appunto del genere a nessun altro intervento ‘a titolo personale’ in quest’Aula, d’altronde è nota a tutti la sua terzietà”. Bonafede conclude il suo intervento rivendicando il merito della calendarizzazione della proposta di legge sulla prescrizione votata oggi  di Manolo Lanaro