Crolla l’associazione a delinquere. Prosciolti i componenti della commissione di gara. Ci sarà un processo solo per qualche episodio di presunta turbativa d’asta. Si ridimensiona notevolmente l’inchiesta sull’edizione 2012 dell’America’s Cup a Napoli, dalla quale i politici – il sindaco Luigi de Magistris, il Governatore Stefano Caldoro e l’ex presidente della Provincia Luigi Cesaro erano già usciti prima dell’udienza preliminare con un provvedimento di archiviazione. Il Gup Francesca Ferri non ha accolto gran parte dell’impianto accusatorio formulato dalla Procura di Napoli e ha prosciolto l’ex capo degli industriali di Napoli, Paolo Graziano, la titolare di Jumbo Grandi Eventi, Rossella Bussetti, i consulenti Antonio Nardone e Massimo Cortucci e il dirigente del Comune di Napoli Giancarlo Ferulano dall’accusa di associazione a delinquere finalizzata al falso e alla turbativa d’asta. Un pieno proscioglimento anche per i componenti della commissione di gara indetta da Acn (America’s Cup Napoli) per la raccolta di sponsorizzazioni e la fornitura di servizi. Tra questi, l’avvocato penalista, ex parlamentare ed ex componente del Csm Vincenzo Maria Siniscalchi.

Pochi e circostanziati i rinvii a giudizio per un processo che prenderà il via l’8 febbraio 2016 davanti all’undicesima sezione del Tribunale. Tra gli imputati, Graziano (in qualità di ex amministratore di Acn, la società di scopo Comune-Provincia-Regione- Industriali di Napoli creata per organizzare e gestire l’evento velico) e la Bussetti, in concorso con i consulenti di Acn. L’accusa è turbativa d’asta. Avrebbero predisposto tra i requisiti indispensabili alla partecipazione agli appalti per l’America’s Cup due requisiti in possesso della sola Jumbo: un fatturato minimo di 30 milioni di euro nel trienno 2008-2010, ritenuto sproporzionato rispetto alle attività da svolgere, ed una “comprovata esperienza nell’ambito delle competizioni veliche”. Ad insospettire gli inquirenti, anche i tempi strettissimi, appena quattro giorni, fissati per la seconda gara relativa alla raccolta delle sponsorizzazioni e vinta dal cartello Jumbo-Filmaster-Infront, e le condizioni di aggiudicazione dell’appalto delle opere a terra e del Public Event Village (il piano degli eventi e della comunicazione). Aggiudicazione avvenuta, secondo la Procura, con “procedura d’urgenza” e tramite una serie di clausole che di fatto avrebbero favorito ingiustamente la Jumbo a scapito della concorrenza.

Il processo chiarirà. Ma molto probabilmente senza le intercettazioni di Graziano. Secondo le difese sono inutilizzabili una volta caduta l’associazione a delinquere. Le telefonate dell’ex capo degli industriali partenopei erano state estratte da un’altra inchiesta della Procura di Napoli e relativa alle presunte tangenti per le commesse brasiliane di Finmeccanica. Conclusa il 21 gennaio scorso con un decreto di archiviazione del Gip Maria Graziella Pepe per Graziano, Valter Lavitola, Giuseppe Bono, Paolo Pozzessere, Massimo Nicolucci e Claudio Scajola.