Non solo lotta all’evasione e alla fuga dei capitali. Nella lista di riforme che il premier greco Alexis Tsipras ha discusso con l’omologa tedesca Angela Merkel nel corso della visita ufficiale a Berlino compaiono anche l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni, il ritocco all’insù dell’Iva nelle isole turistiche e l’aumento delle tasse su tabacchi e alcol. Ma c’è di più. L’elenco delle misure pensate per rimettere in sesto i conti del Paese comprende pure una nuova provocazione: la richiesta di un risarcimento di diverse centinaia di milioni di euro ad alcune aziende tedesche della difesa accusate di aver pagato tangenti per ottenere contratti di fornitura.

Da un lato, dunque, il leader di Syriza cambia rotta rispetto alle promesse elettorali – aveva sempre garantito di non voler toccare il sistema previdenziale già pesantemente riformato due anni fa – dall’altro, forse per dare un segnale forte ai connazionali, estende la lotta alla corruzione oltre i confini della Penisola ellenica. Con una mossa a effetto che fa il paio con la rivendicazione dei danni causati dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale e del prestito forzoso fatto dalla Grecia al Terzo Reich. In pratica, riporta la Bild, Atene intende battere cassa dalle società che nel decennio scorso, stando alle indagini delle Procure di Brema e di quella di Berna, hanno versato mazzette a funzionari greci. Si tratta di Airbus Helicopter, nata dalla fusione tra la francese Aerospatiale e la tedesca Deutsche Aerospace, che avrebbe pagato 41 milioni di euro per vendere 20 elicotteri NH-90, e di Rheinmetall, Stn e Atlas Elektronik, da cui i pubblici ufficiali ateniesi avrebbero intascato un totale di 62 milioni. Almeno ufficialmente, comunque, la Merkel ha preferito glissare. E della questione non ha parlato durante la conferenza stampa post vertice che l’ha vista invece ribadire come la questione delle riparazioni di guerra sia “chiusa”.

Tsipras mette mano alle pensioni dopo le concessioni Ue – Le novità sul fronte delle pensioni, invece, sono state rivelate all’agenzia Dpa da fonti governative ateniesi. In particolare l’età di uscita dal lavoro salirà a 67 anni, mentre potranno lasciare il lavoro a 62 solo quanti hanno già totalizzato 40 anni di contributi. Il ripensamento dell’esecutivo potrebbe essere legato alle concessioni ottenute la settimana scorsa durante il vertice ristretto a Bruxelles, quando il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ha sbloccato 2 miliardi di fondi del bilancio comunitario che potranno essere usati per fronteggiare la “crisi umanitaria. Una boccata di ossigeno senza la quale il fragile equilibrio finanziario del Paese sarebbe saltato, come emerge da una lettera inviata dal leader di Syriza alla Cancelliera il 15 marzo e il cui contenuto è stato rivelato dal Financial Times: nella missiva si legge che “le restrizioni speciali della Bce, quando combinate con i ritardi nelle erogazioni, renderebbero impossibile per ogni governo onorare i debiti“. Insomma, il governo ellenico aveva preavvertito che si sarebbe presto trovato di fronte alla scelta se saldare le rate di prestiti in scadenza o pagare pensioni e stipendi. Di qui l’intervento di emergenza deciso dai partner Ue.

Lo spettro dello stop ai movimenti di capitali – Ma nonostante quell’iniezione di liquidità la situazione è tutt’altro che stabilizzata: secondo i calcoli di Bloomberg già in marzo il “buco” nelle casse pubbliche del Paese ha toccato quota 3,5 miliardi. E un rapporto di Barclays evidenzia il “rischio crescente” che il Paese debba introdurre limitazioni ai prelievi dai conti correnti e ai movimenti dei capitali per arginare l’emorragia di depositi che va avanti da mesi. E a cui lunedì ha fatto riferimento il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, secondo il quale “le banche greche sono solventi, ma la situazione della liquidità si sta deteriorando ed è aumentata la loro dipendenza dalla Bce”, per cui è quanto mai “necessario ristabilire il dialogo tra istituzioni e governo greco” per arrivare al completamento della revisione del programma di aiuti.

Farmacie greche di nuovo senza medicinali – Nei prossimi giorni, comunque, partirà ufficialmente l’offensiva contro gli evasori: il ministero delle Finanze ha fatto sapere che le istituzioni competenti scriveranno a tutti greci che hanno trasferito illegalmente denaro all’estero offrendo loro “un’ultima chance per salvarsi” pagando le tasse dovute. Intanto l’emergenza sociale si aggrava: le farmacie elleniche sono di nuovo a corto di medicinali di base, riferisce il quotidiano Kathimerini. Secondo il capo dell’Associazione dei farmacisti greci, Constantinos Lourandos, i rivenditori all’ingrosso hanno deciso una stretta sulle forniture che ha ridotto la disponibilità degli antidolorifici più diffusi ma anche di farmaci anti-infiammatori, antibiotici, insulina e vaccini.