Il Sole ha illuminato di verde i cieli terrestri nel giorno di San Patrizio, con affascinanti aurore polari. In attesa di dare spettacolo questo venerdì con l’eclissi di primavera, la nostra stella è protagonista in queste ore della più intensa tempesta geomagnetica dell’attuale ciclo solare, che dura in genere undici anni. Ne dà notizia il National oceanic and atmospheric administration (Noaa), l’agenzia Usa per lo studio degli oceani e dell’atmosfera.

“Due potenti esplosioni di plasma, gas ionizzato, hanno lasciato il Sole domenica – spiega Thomas Berger, direttore dello Space weather prediction centre di Boulder, in Colorado -, e investito la Terra nella giornata di ieri, 15 ore prima e, soprattutto, con un’intensità molto maggiore del previsto”.

Il fenomeno, che ha interessato soprattutto i cieli degli Usa nello stato di Washington, in North e South Dakota, Minnesota e Wisconsin, è ancora in corso, sebbene in fase di attenuazione. Secondo gli esperti, potrebbe essere visibile anche in Russia e alcune regioni del Nord Europa, fino a Germania e Polonia.

Le aurore sono causate dall’interazione delle particelle cariche del vento solare con la magnetosfera terrestre. Particelle che, interagendo con l’atmosfera del Pianeta, la accendono di vivaci colori. Iniziata nei giorni scorsi con un’intensità modesta, la tempesta solare, con il passare delle ore, è cresciuta fino a raggiungere il quarto grado su una scala di cinque del Noaa. Le tempeste geomagnetiche di questo livello, sottolineano gli esperti, possono determinare blackout nelle comunicazioni radio per alcune ore, interferenze nei sistemi di navigazione satellitare o in quelli usati per le comunicazioni da aviazione e marina.

Su YouTube un video Nasa delle fasi iniziali della tempesta