Era stato eletto per la prima volta nel lontano 1963. E quando nel maggio del 2014 è stato riconfermato per l’ennesima volta non si era certo scomposto: “No, non sono emozionato, si tratta di sensazioni che ho provato ormai troppe volte”. Comprensibile. Perché Luigi Francesconi, scomparso il giovedì 12 marzo all’età di 84 anni, era alla guida di Gazzola, comune in provincia di Piacenza, da ben 47 anni (sarebbe arrivato a 51 a fine mandato), con una sola interruzione di cinque anni durante i quali aveva ricoperto il ruolo di vice sindaco.

Nel maggio scorso, all’ennesima elezione, si era presentato a capo di una lista civica prendendo il 63,9% dei voti per guidare un Comune di 1.921 abitanti alle pendici della Val Luretta. “Ma quali segreti? Il lavoro e la serietà delle scelte oculate non rappresentano ingredienti misteriosi: finora si sono rivelati ricetta vincente” aveva risposto a caldo.
Francesconi aveva ricevuto 784 voti su un totale di 1.221 votanti. Un risultato solido, anche grazie all’exploit di Gregorio Vernile, primo nelle preferenze con 70 voti ottenuti, seguito a ruota da Massimiliano Spalazzi (44) e dal fedele vice sindaco Stefano Tramelli (41 voti al pari di Claudio Ratotti). “Devo essere sincero – si era sbilanciato il sindaco recordman – in questi giorni antecedenti il voto avevo già il sentore di come sarebbe stato l’epilogo di questa tornata elettorale. I gazzolesi hanno optato per la continuità, segnale che il mio gruppo ha operato bene e proseguirà sul solco tracciato in questi ultimi anni”.

Questa volta il primo cittadino da record ha dovuto fare i conti con il tempo che passa. Si è infatti spento all’età di 84 anni lasciando, come comprensibile, un grande vuoto nella comunità da lui amministrata per quasi cinquanta anni. Nel maggio del ’63, quando fu eletto la prima volta, John Fitzgerald Kennedy era presidente degli Stati Uniti e Giovanni XXIII ancora Papa. In molti, tra i suoi amati gazzolesi, in queste ore lo ricordano come il sindaco che aveva una sola ricetta: “Dare disponibilità costante all’ascolto delle persone per cercare di risolvere i problemi”. Il suo unico rammarico, ne sono certi, sarà solo quello di non poter concludere l’ennesimo mandato da primo cittadino.