Non vorrei passare da gufo. Mi piacerebbe che nei prossimi sei mesi Milano diventasse una città meravigliosa e che Expo diventi un evento di successo, così come ha promesso l’allora sindaco Letizia Moratti quando la città vinse contro Smirne. Ma temo per l’esito: mettendo in fila i 6 anni di passione e di ritardi che hanno contraddistinto l’evento, si va oltre ogni pessimismo possibile”. Così Gianni Barbacetto, giornalista de il Fatto Quotidiano e autore di “Excelsior – Il gran ballo dell’Expo” (edito da Chiarelettere) commenta al FattoTv la grande abbuffata dell’Expo, l’evento che dovrebbe cambiare faccia a Milano e innescare la ripresa italiana. “Peccato che – aggiunge Marco Maroni (il coautore del libro) durante la diretta streaming – dal 2008 a oggi la politica si è impegnata solo a decidere chi doveva comandare, accumulando incredibili ritardi che pericolosamente spingeranno l’evento verso un fallimento”. Ad esprimere criticità è anche il grande fotografo Oliviero Toscani: “L’Italia non riesce ad esportare più che borse, scarpe e vestiti. In giro per il mondo, infatti, l’immagine dell’Expo di Milano che si è diffusa è solo quella di un sistema di corrotti, corruttibili e corruttori”. Ai microfoni di Stefano Feltri (vicedirettore de il Fatto Quotidiano) è intervenuto anche Marco Ponti (prof. di Economia applicata – Politecnico Milano) che, ribadendo che “Expo è diventato il festival della corruzione e non della fame nel mondo”, ha puntato il dito contro i 9 miliardi di euro spesi per Expo con cui, invece, “si poteva creare occupazione nel breve periodo”