“Entriamo nel governo e chiediamo un ministero”. Lorenzo Battista, senatore espulso dal Movimento 5 Stelle ed entrato nel gruppo per le Autonomie (che sostiene Renzi e di cui fa parte anche l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano), ha scritto una lettera aperta ai suoi ex colleghi proponendo la nascita di un nuovo progetto politico che possa aspirare ad avere un ruolo nell’esecutivo. Questa la sua idea: “Costituzione di un gruppo che ambisce a entrare in maggioranza con un’eventuale richiesta di avere un dicastero la cui direzione potrebbe anche essere ricoperta da un tecnico”. Gli ha risposto Walter Rizzetto, deputato dimissionario da M5S e ora in Alternativa Libera: “Noi non confluiremo in nessun gruppo politico. Come abbiamo detto fin dall’uscita del Movimento resteremo sempre aperti al confronto con tutte le forze parlamentari e non, su proposte nell’esclusivo interesse dei cittadini. Non siamo interessati a poltrone o a incarichi, né governativi né di partito. Se dibattito ci deve essere sia esclusivamente sui temi”. E tra fuoriusciti ed espulsi in molti a turno hanno declinato la proposta: così tra gli altri Alessandra Bencini, Paola De Pin, Francesco Campanella, Monica Casaletto e Adele Gambaro.

Al Senato gli ex grillini hanno già fatto numerosi tentativi di creare nuovi gruppi: da “Movimento X” a “Italia lavori in corso” fino a “Coordinamento ex M5S”. Negli ultimi giorni i parlamentari sembravano convergere verso la formazione nata alla Camera di “Alternativa Libera”. “Le espulsioni e gli abbandoni dal M5S”, scrive Battista, “hanno causato l’ingresso nel gruppo misto che ora conta ben 29 senatori. Il gruppo misto non è stato ideato per accogliere quella che ora al Senato è una così ampia rappresentanza. Non abbiate paura di attacchi esterni, insulti o post sul sacro blog. Non è possibile impedire un passo politico per paura di una critica. Allontanate ogni titubanza, non tradirete il vostro mandato elettorale se sarete responsabilmente attori attivi di un cambiamento che non potrà essere criticato o almeno mai quanto l’immobilismo decisionale”.

Quello di Battista è un appello ai suoi ex colleghi che possano superare i dissidi interni per unirsi in un progetto comune. “Con questo mio appello”, continua Battista, “mi permetto di segnalarvi alcuni possibili percorsi per cercare di costruire una migliore collocazione. Si dovrebbero mettere da parte alcuni dissidi che si sono venuti a creare, e costituire un gruppo al Senato. Ritengo che si potrebbero superare le difficoltà che si sono presentate. Se ognuno facesse un piccolo passo indietro e riuscisse a rinunciare alle proprie ostinazioni ideologiche, l’obiettivo sarebbe alla portata di tutti”.

Il senatore si è poi rivolto ai colleghi fuoriusciti che si sentono invece più vicini a Sinistra ecologia e libertà: “Alcuni di voi manifestano spesso e volentieri una simpatia per le politiche di sinistra, apprezzamenti per quanto sta facendo Alexis Tsipras, o consensi per le dichiarazioni di esponenti sindacali. Votate praticamente sempre in linea con la componente Sel che conta 7 membri. Penso che dobbiate avere il tempismo politico di agire adesso, non rimandare all’infinito una vostra scelta di campo in attesa che qualcuno si schieri. Basta che 3 di voi chiedano di aderire a Sel, anche in un’ottica di un eventuale rinnovamento partitico e costituire quindi un gruppo Sel al Senato“.