Sarà stato per via del numero, ironizzano alcuni senatori: con l’arrivo dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il gruppo è arrivato alla fatidica soglia dei 17 componenti. No, è per i cattivi ricordi che come capo di governo ha lasciato, sostengono altri. Sta di fatto che l’inizio d’anno dell’ex presidente del Consiglio Mario Monti, fondatore di Scelta Civica, si è rivelato decisamente sgradevole: i colleghi del gruppo Per le Autonomie gli hanno fatto sapere di non gradire la sua intenzione di iscriversi. Dunque,  meglio evitare di inoltrare la richiesta ufficiale.

RAPIDO DECLINO Eccola l’ultima querelle della quale si discorre sottovoce nei corridoi di palazzo Madama. E non potrebbe essere altrimenti. Monti è un personaggio di cui ancora tanto si parla per la rapida ascesa sulla scena politica e per il crollo altrettanto repentino delle fortune politiche: solo un paio di anni fa, va ricordato, quando era ancora installato a Palazzo Chigi, non erano pochi quelli che lo pronosticavano come sicuro presidente della Repubblica. Invece le cose sono andate diversamente.

RICHIESTA CONFIDENZIALE Veniamo all’ultimo capitolo della parabola.  Quello per le Autonomie è un gruppo composto dai senatori di Südtiroler Volkspartei, Union Valdôtaine, Partito Autonomista Trentino Tirolese, Unione per il Trentino, Partito Socialista Italiano, Democrazia Solidale e Movimento Associativo Italiani all’estero. Oltre Napolitano, ne fanno parte anche i senatori a vita Elena Cattaneo e Carlo Rubbia (erano iscritti anche Giulio Andreotti ed Emilio Colombo, morti nel corso del 2013).Il presidente è Karl Zeller (Südtiroler Volkspartei). Ebbene, in via informale nelle scorse settimane Monti, iscritto al gruppo Scelta civica per l’Italia ma scontentissimo di quel che resta della sua creatura, aveva fatto recapitare ai vertici delle Autonomie la sua intenzione di accasarsi nel gruppo. Della questione si è cominciato a discutere, alcuni dei componenti del gruppo si sono dichiarati favorevoli. Una parte, invece, si è mostrata contraria.

TAGLI FATALI Secondo quello che è stato possibile ricostruire, a pesare, nel corso delle riunioni svolte per ufficializzare l’adesione di Napolitano e durante le quali si è esaminato il desiderio di iscriversi che Monti aveva manifestato per vie informali, sono state soprattutto le resistenze degli esponenti autonomisti ancora infuriati con il senatore a vita per i tagli del suo governo alle Regioni speciali. Resistenze così forti da indurre Monti a fare marcia indietro e a rinunciare, almeno per il momento, a richiedere ufficialmente l’iscrizione al gruppo.