Con la Strade Bianche Eroica Pro del 7 marzo, la stagione ciclistica, quella vera, ha definitivamente inizio. Il giorno successivo prenderà il via la Parigi – Nizza, l’11 sarà la volta della Tirreno – Adriatico. Insomma, non si scherza più fino a ottobre e gli appassionati di ciclismo sanno che l’antipasto toscano che la Strade Bianche propone è già succulento.

La corsa è giovane, infatti, quella che partirà sabato da San Gimignano sarà solo la 9ª edizione ma la spettacolarità dei paesaggi e le difficoltà del percorso l’hanno resa appetibile anche per i campioni che non mancano mai al via. Fabian Cancellara due volte, Gilbert, Moreno Moser (unico italiano) e il campione del mondo Kwiatkowski l’anno scorso, impreziosiscono l’albo d’oro mentre l’Uci ha deciso di promuoverla assegnandole la massima categoria continentale, da questa edizione, infatti, sarà classificata 1.HC.

Ma oltre ai riconoscimenti ufficiali c’è qualcosa in più che rende i 200 chilometri della Strade Bianche Eroica Pro, inimitabili. Quel quid lo coglie bene Marco Pastonesi della Gazzetta dello Sport: “C’è qualcosa di magico. Nei luoghi: naturali, fiabeschi, ciclistici. Nella corsa: avventurosa, originale, unica. Nelle strade: antiche, contadine, bianche. Le Strade Bianche è una delle corse più amate dai corridori: sposa la storia con la geografia, collega l’eroismo con la tecnologia, esalta il sacrificio e l’abilità, sovrappone lo spettacolo all’agonismo. Una corsa che è sport e spot, pellegrinaggio e processione, gara e guerra. In un territorio che sa di torri e campanili, di villaggi e contrade, da una ventina d’anni anche di forcelle e pedivelle, di acciaio e carbonio”. Pastonesi parla di vent’anni perché la Strade Bianche Eroica Pro è nata sugli stessi percorsi de L’Eroica, cicloturistica con bici d’epoca ideata nel 1997 e che ha la particolarità di rievocare il ciclismo di un tempo.

I professionisti “sulle orme” dei cicloturisti si divertono e si esaltano sui 45,4 km di strade sterrate divise in 10 segmenti con fondo battuto. Alcuni l’hanno definita un ibrido fra la Parigi-Roubaix e il Giro delle Fiandre per via dei lunghi tratti in strade non asfaltate e i numerosi e durissimi “muri” ma l’Eroica ha una sua identità forte e profondamente italiana.

L’arrivo di Piazza del Campo a Siena è sempre più ambito e fra i protagonisti s’iscrivono di diritto lo svizzero Cancellara, in discreta condizione di forma e a caccia del tris ma anche Sagan, Valverde, Stannard, Terpstra, Van Avermaet, Vanmarcke e Gerrans. Gli italiani, presenti anche con la mini nazionale di Cassani, non partono in prima linea ma c’è Moser che vinse nel 2013, Gatto, Nocentini e Cunego piazzati nelle scorse edizioni e Vincenzo Nibali, più a caccia della forma che della vittoria.

A guardare il parterre sembra di essere altrove ma gli organizzatori hanno avuto ragione a scommettere sul fascino della “Classica del nord più a sud d’Europa”.