Il Tar del Lazio ha annullato i bandi con i quali la giunta Zingaretti ha provveduto a reclutare dall’esterno decine di dirigenti. Nomine avvenute tra l’estate del 2013 e novembre scorso già raccontate dal IlFattoQuotidiano.it. per le quali, secondo il tribunale amministrativo, si è superato di gran lunga il tetto massimo previsto per legge. Sono due i ricorsi vinti al Tar (uno nei confronti dei Direttori, l’altro contro i dirigenti) presentati tempo fa dalla Direr (sindacato dei dirigenti regionali), dal gruppo consiliare dei 5 Stelle e dall’associazione dei consumatori Codici. “Ho letto attentamente le due sentenze del Tar – spiega Gianluca Perilli, capogruppo M5S Lazio – che hanno affermato che Zingaretti ha assunto, senza ricercare professionalità già stipendiate dall’amministrazione regionale e senza lungimiranza, troppi dirigenti esterni. Un concetto che abbiamo ripetuto e argomentato in ogni atto depositato dal nostro arrivo alla Pisana, senza aver avuto purtroppo mai una risposta da Zingaretti. Ma i nodi alla fine vengono al pettine”.

Entrando nello specifico il superamento del limite stabilito dalla legge è stato così accertato dal tribunale: “L’intera dotazione organica dei dirigenti regionali è pari a 320 unità. Calcolando l’8% di 320, il limite per il ricorso a soggetti esterni sarebbe pari a 26 unità (…) sono attualmente in servizio presso la Regione Lazio 68 dirigenti esterni, di cui 6 apicali, 42 dirigenti sub-apicali e 20 dirigenti di strutture di diretta collaborazione”. Quindi, secondo il Tar del Lazio attualmente in Regione ci sono ben 42 dirigenti esterni di troppo.

Da via Cristoforo Colombo annunciano l’immediato ricorso al Consiglio di Stato e nel frattempo i dirigenti esterni restano al loro posto: “Le decisioni del Tar – si legge in una nota della Regione – sono circoscritte, poiché hanno dichiarato i ricorsi inammissibili nella parte in cui si rivolgevano contro il conferimento degli incarichi che, di conseguenza, sono confermati nella loro piena efficacia”.

Nelle motivazioni di entrambe le sentenze, i giudici stigmatizzano anche la metodologia utilizzata per il reclutamento esterno, in particolare puntano il dito sul ruolo svolto dal segretario generale, Andrea Tardiola, scelto per individuare i dirigenti esterni, come già denunciato su IlFattoQuotidiano.it da Roberta Bernardeschi, segretario regionale della Direr. Scrive il Tar: “Il Segretario Generale non ha competenza a svolgere l’istruttoria trattandosi di un organo di natura fiduciaria del vertice politico. Risulta incongruo e illegittimo che la selezione sia affidata a un organo politico, in presenza di una netta separazione tra politica e amministrazione, finalizzata a garantire l’imparzialità e il buon andamento della cosa pubblica come previsto dalla Costituzione. Tale attività se svolta dal Segretario Generale della giunta – longa manus del Presidente – crea un’indebita commistione tra attività politica e di gestione”. Lo stesso tribunale amministrativo sottolinea come il reclutamento sia avvenuto senza provvedere a un’adeguata programmazione triennale. “A questo punto – osserva la Bernardeschi – chiediamo che si rispetti la pronuncia dei giudici e che quindi la Regione prenda atto della nullità degli incarichi”.