Il sindaco di Cirò Marina (Crotone) Roberto Siciliani non vuole chiamarla ordinanza. Anzi, si imbufalisce e minaccia querele nei confronti dei giornali locali che hanno diffuso la notizia circa il divieto imposto ai migranti di circolare nelle strade del suo comune per evitare di diffondere la scabbia.

Una sorta di caccia al migrante che Siciliani (eletto sindaco nel 2011 con un raggruppamento di centrosinistra ma candidato nel 2014 alla Provincia di Crotone con il centrodestra, ndr) preferisce chiamare invito. La sostanza non cambia e, anche se sul sito istituzionale di Cirò Marina non c’è traccia dell’ordinanza firmata la primo cittadino, il contenuto della stessa è finito su alcuni siti di informazione locale secondo cui il sindaco ha invitato “il Comando Polizia Municipale, nel pieno rispetto della persona umana, a scopo precauzionale, a voler porre in essere tutti gli accorgimenti necessari al fine di evitare che extracomunitari possano avvicinarsi in prossimità di esercizi commerciali o girovagare liberamente per le strade per chiedere questue o altro al fine di prevenire eventuali casi di scabbia non segnalati”.

Tra l’altro è stato proprio il sindaco sul suo profilo Facebook ha parlare di “provvedimento” contro il quale si sono schierate addirittura otto associazioni di volontariato secondo cui “non è assolutamente accettabile che un uomo delle istituzioni inneschi una così pericolosa caccia allo straniero portatore di malattie e che vieti ad una persona la libera circolazione per il suo paese”. A Cirò Marina, in provincia di Crotone, insomma c’è la psicosi del migrante innescata da due casi di scabbia che si sono verificati in un istituto scolastico della cittadina. Casi che il sindaco Siciliani evidentemente addebita agli immigrati arrivati in Italia con i barconi. Ecco perché avrebbe chiesto di sottoporre periodicamente ad adeguati controlli medici da parte dell’Azienda sanitaria provinciale gli extracomunitari ospiti al centro di accoglienza Sant’Antonio di Cirò Marina.

Per le associazioni anche questo è un modo per emarginare i migranti: “Il primo cittadino, in quanto responsabile della sanità e della salute pubblica deve si garantire i controlli sanitari specifici, ma per tutti i cittadini senza ghettizzare e discriminare solo una parte della popolazione. Non esiste la persona o il migrante portatore di malattie, ma esistono istituzioni assenti e incapaci di dare giuste risposte e dignità a tutte le persone”.

Particolarmente attivo su Facebook, Roberto Siciliani replica e attacca le associazioni di volontariato. Lo fa prendendo ad esempio quanto succede a Crotone: “Ho letto il documento delle associazioni che mi bacchettano e mi invitano ad andare a lezione da loro. Sono perplesso perché se il risultato è quello che si vede a Crotone, dove molti migranti (e non per colpa loro) fanno accattonaggio davanti ai supermercati e nei parcheggi, dormono nella stazione ferroviaria, urinano negli androni dei palazzi, sono coinvolti in risse e cercano rifugio nell’alcool, per non parlare del fenomeno della prostituzione femminile, io personalmente preferisco a lezione da tutt’altri professori. E la finisco qui”.

E dopo lo sfogo, il primo cittadino corregge il tiro cercando di entrare nel merito del suo provvedimento. Per Siciliano, in sostanza, non c’è alcuna caccia al migrante. Semmai un allontamento “educato” degli immigrati che si avvicinano agli esercizi commerciali. “Ho disposto – scrive infatti il sindaco di Cirò Marina – che i vigili urbani invitino educatamente i migranti a non chiedere l’elemosina davanti alle porte di ingresso dei supermercati. Chiarisco che i migranti, tutti maggiorenni, che stazionavano davanti ai supermercati, arrivavano in pullman da Crotone. I provvedimenti che ho appena adottato sono finalizzati a tutelare la salute di tutte le persone che si trovano nel territorio comunale di Cirò Marina”.

Provvedimenti che, per Amnesty International Calabria sono, invece, “discriminatori”. “L’ordinanza dovrebbe essere ritirata. – scrive Eugenio Naccarato, responsabile regionale dell’associazione di volontariato –. Associa due casi isolati di scabbia alla presenza di un centro di accoglienza per minori extracomunitari non accompagnati e crea un collegamento tra l’insorgenza dell’infezione e gli extracomunitari giunti in seguiti ai continui sbarchi. Le autorità hanno il dovere di proteggere la salute di tutti coloro che si trovano sul loro territorio e di prendere misure a tale scopo, ma queste non devono avere contenuti discriminatori né indicare un intero gruppo di persone fuggite dalla guerra e dalla persecuzione come portatore di una minaccia alla salute pubblica, confinandolo socialmente o, ancora peggio, auspicando una compressione della libertà personale e di movimento”.