Dopo le presentazioni internazionali inizia il suo cammino nelle sale italiane il primo lavoro di regia per il tecnico effetti speciali italiano a Londra Paolo Mitton. Ma le location sono piemontesi in The Repairman, commedia garbata e sopra le righe sulle disavventure amorose e lavorative di un curioso nerd di provincia.

teh repairman

A volte ritornano. E fa piacere anche il come. Paolo Mitton, brillante cervello in fuga oltre la Manica sceglie un’originalità sopra le righe per l’avventura che lo riporta in Italia con The Repairman. Dall’esordio alla regia di un tecnico di effetti speciali ci si poteva aspettare qualcosa di più action, come su sperimentazioni visive. Invece lui spiazza anche lì, mostrando su grande schermo la dimensione della provincia piemontese attraverso lo sguardo stralunato di Scanio, trentenne dalle blande ambizioni d’inventore recluso in una poco lucrosa attività di tecnico di macchine da caffè per i bar.

Curioso che questo flaneur di campagna dalla vita sociale ridotta a pochi amici affettuosi e invadenti sia a latere dei bar stessi, centri di vita pubblica per ogni piccolo centro. Tra imbarazzanti cene per appuntamenti combinati e scontri idraulici con l’arcigna padrona di casa è Daniele Savoca a dare vita a quest’omino messo in scena come un cartoon: piedi a papera, flemma dei movimenti a smacchinare con circuiti e cacciaviti, occhi sempre increduli circondati da barba e capelli quasi incolti. Una trasformazione che l’attore, diametralmente differente dal suo personaggio, ha affrontato in maniera totale: “Letta la sceneggiatura ho lavorato sul personaggio immaginandolo goffo, fuori tempo e un po’ sgraziato. L’ho pensato in sovrappeso perché molto statico nel suo lavoro. Così ho preso 10 chili. Poi l’acconciatura è venuta di comune accordo con Paolo, mentre la camminata si è aperta quasi da sé, come le spalle sono scese in postura e l’espressione si è adattata”.

Un nerd made in Italy che si aggira nelle campagne torinesi non si era mai visto. Come neanche un’oca realizzata in computer grafica, che con il suo volo buffo e imperterrito anima i titoli. “Per realizzare l’oca dei titoli sono occorsi mesi di telefonate e download notturni dopo il lavoro con i miei colleghi di Londra. Sono stati fondamentali nella realizzazione in CG dell’unico effetto speciale del film. Sembra facile realizzare un’oca che vola su un paesaggio di campagna, ma non lo è per niente se deve sembrare vera”. Mi ha confessato il regista dopo la proiezione stampa. Come dire, un effetto speciale ben fatto è un apostrofo in formato 2K tra le parole bell’esordio.

Difficile paragonare questo strano animale cinematografico a qualcosa di preesistente. Una similitudine forse si ritrova con Tutti giù per terra di Davide Ferrario. Qui però al posto di astio e rivincita c’è una pazienza certosina del giovanotto che aspetta i treni della vita. Come la relazione con la bella inglese del paese, Helena, interpretata da Hanna Croft, nella vita moglie del regista. Ogni dettaglio del film è un forte richiamo allo stile slow. Ambientazione, plot e attenzione alla tavola riportano fortemente al concetto di vivace lentezza, tanto che anche Slow Food Italia si è lasciata attirare dal progetto entrandone a far parte. E accanto alle sfaccettature gastronomiche la banda di The Repairman ha pensato a un gadget ambientalista: l’app per iPhone Il Misurometro. Un vero misuratore di onde elettromagnetiche che si rifà all’invenzione di Scanio nel film. “Così voi a Roma potrete misurare in maniera smart anche le famigerate onde emesse da Radio Vaticana”. Ha scherzato il produttore Filippo Margiaria durante la presentazione, sottolineando l’impegno ambientale del film anche dal tema del riuso.

Una commedia che brilla per originalità e freschezza d’intenti, ma senza ingenuità e con un cast generoso. Quello di Mitton è l’esordio di un autore già tecnicamente maturo grazie alle esperienze con il grande cinema vissuto in Inghilterra (ha lavorato in diversi blockbuster hollywoodiani) e ancor più interessante anche per la scelta compassata di partire con una piccola storia curata nei dettagli intorno a una comicità poco italica che piacerà molto anche all’estero. Per ora è stato ben accolto al Torino Film Festival, allo Shanghai Film Festival e al londinese Raindance. Poche copie ma buone, e con l’ambizione di crescere, viene distribuito da Cineama, la stessa del fenomeno Io sto con la sposa.