Un ritardo che arricchisce lo stipendio. Succede ai macchinisti di Trenord, società che gestisce il trasporto ferroviario in Lombardia. Il tutto avviene grazie al contratto a cottimo e sta suscitando polemiche.

L’accordo sisale al 4 luglio 2012 (l’ad di Trenord era Giuseppe Biesuz) e tra qualche mese – durando un triennio – dovrà essere rinnovato. Ma potrebbe scattare lo sciopero_ “Noi macchinisti non siamo mica qui a raccogliere pomodori, con tutto il rispetto. Non possiamo essere trattati alla stessa stregua. Non ha senso: mette contro tra loro i lavoratori”.

L’Orsa (il sindacato dei macchinisti e dei capitreno, la sigla che supporta tali categorie professionali più rappresentata in seno a Trenord) non l’ha votato, e il suo segretario nazionale Nino Malara rivendica la scelta. Fa discutere, infatti, la convenzione con Trenord e sembra addirittura paradossale nella parte che riguarda la gestione dei bonus dei macchinisti. “Per questo – dice ancora Malara al fattoquotidiano.it – non solo non l’abbiamo votato, ma abbiamo organizzato ben 13 scioperi di protesta”.

Quindi se il macchinista arriva in ritardo guadagna qualcosa in più? Più ritardo, più soldi. “In linea teorica il rischio c’è: proprio per come è stato affrontato il capitolo bonus potenzialmente un pericolo di questo tipo esiste eccome”. L’importo dei bonus si incrementa progressivamente al passare delle ore di conduzione del mezzo. La linea di demarcazione sta a cavallo tra la fine della seconda e l’inizio della terza. Se un macchinista guida per 2,59 minuti incassa 21 euro, allo scattare della terza ora la cifra sale a 36. Quindici euro in più per giungere a destinazione solo 60 secondi dopo. Non è difficile rallentare la marcia apposta e ‘guadagnare’ sul ritardo. L’accordo tra le parti sociali lo permette. Malara non usi perifrasi e ribadisce: “Il contratto è un’istigazione a prendere il bonus”.

“Dal punto di vista morale – osserva un macchinista cremonese che preferisce restare anonimo – è un contratto che non ha fatto altro che eliminare lo spirito di solidarietà che da decenni univa i lavoratori delle Ferrovie. Li ha messi gli uni contro gli altri per il dio denaro. E comunque quelli che hanno approfittato, e sono certamente casi isolati, verranno beccati al 100 per cento”. Grazie al sistema di tracciabilità in real time che monitora ogni singolo movimento di tutto il materiale rotabile controllando quindi anche i comportamenti (eventuali rallentamenti, ad esempio) di chi conduce il mezzo. Di casi isolati parla anche la Cgil. “La Cgil – osserva il macchinista – se avesse voluto far emergere anche i pochi casi, avrebbe potuto farlo subito, tempo fa. Meglio ancora se avesse evitato di firmare il contratto, privilegiano altri tipi di accordi relativamente ai tanto discussi bonus”.

Intanto Trenord, tramite una nota, fa sapere che “l’azienda è da due mesi in piena trattativa sindacale per rimuovere questo articolo del contratto di lavoro aziendale che può indurre a comportamenti scorretti. Questa è una delle nostre priorità al tavolo delle relazioni industriali”. E che ne pensano i pendolari? I viaggiatori della linea per Milano, anche oggi per loro l’ennesima mattinata di ritardi (fino a 40 minuti a causa di un guasto agli impianti di circolazione), commentano: “Non bastavano i guasti. Di bene in meglio”.

Twitter: @bacchettasimone