Sono state milizie che combattono contro l’esercito regolare a trafugare armi chimiche negli arsenali del regime di Muammar Gheddafi che contengono “iprite e gas nervino Sarin” e che potrebbero quindi “cadere nelle mani dello Stato islamico” . Secondo quanto scrive Asharq Al-Awsat – autorevole quotidiano filo-saudita basato a Londra – erano nascoste in alcuni depositi nella province centrali e meridionali della Libia, e un “responsabile militare libico”, sotto anonimato, ha parlato al giornale di “grandi quantitativi” utilizzati dai miliziani “nella loro guerra contro l’esercito”.

Secondo testimoni citati da Asharq Al-Awsat, inoltre, un gruppo armato di guardia a un’azienda chimica a Jufra, 600 chilometri a sud est di Tripoli, ha trasferito gas mostarda a Misurata a bordo di carri armati. Il sito cita fonti “locali” facendo riferimento alla città libica sul mare, bastione delle milizie islamiche che appoggiano il Parlamento rivoluzionario di Tripoli (Gnc), non riconosciuto internazionalmente.  Un video, aggiunge il quotidiano, “sembra mostrare miliziani che conducono test con armi chimiche in una regione montagnosa vicino alla città di Mizda, circa 160 chilometri a sud di Tripoli. Si vede sparare “un proiettile, da cui si sprigionano fiamme seguite da una nube di denso fumo bianco che copre un’ampia area”.

Al quotidiano la fonte militare ha inoltre spiegato che “prima della sua morte, Gheddafi aveva approssimativamente un migliaio di tonnellate di materiale per la realizzazione di armi chimiche e circa 20mila tonnellate di gas mostarda”. La distruzione di parte dell’arsenale chimico di Gheddafi iniziò dopo la firma della Convenzione sulle armi chimiche nel 2004. Anche per via della rivolta contro Gheddafi esplosa nel 2011, solo il 60 per cento delle armi chimiche del regime è stato distrutto.