“E’ un ricatto politico e intanto i cittadini aspettano”. Il decreto salva Berlusconi, quello della non punibilità della frode fiscale sotto il 3 per cento del reddito imponibile, slitta ancora e Carla Ruocco, deputata e membro del direttorio del Movimento 5 Stelle, attacca il governo. “Siamo vittime”, dice a ilfattoquotidiano.it, “della tarantella tra il presidente del Consiglio e l’ex Cavaliere. Ormai non hanno più nessuna credibilità”. Il provvedimento, approvato in consiglio dei ministri la vigilia di Natale, era stato rinviato tra le polemiche a dopo l’elezione del presidente della Repubblica. Ora però, è stata annunciata la decisione di posticiparlo ancora. “Stanno lasciando a Berlusconi il tempo per riflettere. Hanno congelato il patto del Nazareno e vedranno come procedere a seconda del comportamento di Berlusconi sulle riforme. Mentre il Paese ha bisogno di interventi urgenti, loro pensano alle loro questioni personali”. Accuse che però il leader Pd ha respinto: “Il tema è mettere in campo regole per recuperare i soldi di chi evade e ruba. L’idea del complotto e dell’ossessione per Berlusconi è una barzelletta, non c’entra niente. Se c’è una persona che non c’entra perché ha una sentenza su questo è Berlusconi”.

Secondo la deputata M5S il governo avrebbe dovuto intervenire rapidamente e invece è troppo preoccupato dalle trattative con il leader di Forza Italia. Parole simili a quelle del deputato della minoranza Pd Stefano Fassina. “Il rinvio”, ha detto, “non è segnale positivo ma negativo, perché il decreto ha contenuti utili alle imprese e ai contribuenti. Sul piano tecnico il provvedimento è pronto da tempo, non capisco il senso di rimandare ancora. Ma mi rifiuto di pensare che il governo utilizzi questo decreto per condizionare il comportamento del capo dell’opposizione, sarebbe nocivo per la democrazia tenere appeso il capo dell’opposizione a una decreto”. Gli risponde però a distanza la stessa Ruocco: “Se Fassina ha ancora dubbi, glieli chiariamo noi. E’ chiaro che ‘la manina del 3 per cento’ era nel patto del Nazareno. E’ chiaro che Renzi dialoga a distanza con Berlusconi e non gli importa nient’altro. Sono due facce della stessa medaglia e ormai li conosciamo”.

Il governo ha rinviato la delega fiscale, ma anche gli interventi in materia di anticorruzione e frequenze tv. La fretta è tutta per le riforme costituzionali in Parlamento dove però per la prima volta potrebbero non esserci più i voti di Forza Italia ad aiutare a risolvere la situazione. “Renzi”, ha concluso Ruocco, “vuole dare l’idea di essere veloce per andare in televisione a raccontare qualcosa. A noi non interessa: siamo andati più volte a offrire il nostro contributo e lui ci ha sempre sbattuto la porta in faccia. Abbiamo pronta la proposta di legge per il reddito di cittadinanza che finalmente potrebbe dare una mano ai cittadini. Ma il presidente del Consiglio non ascolta nessuno: a questo punto tanto vale chiudere Camera e Senato”.