È il principale progetto spagnolo all’estero: la costruzione di un collegamento ferroviario per l’alta velocità tra Medina e La Mecca, le due sante dell’Arabia Saudita.

spagna talgo arabia sauditaQuattrocento chilometri di linea ferrata in pieno deserto, un appalto colossale da 6,7 miliardi di euro che deve fare i conti con condizioni ambientali proibitive che determinano repentini cambiamenti dei luoghi nei quali si snoda il percorso. I venti che soffiano generalmente in direzione ovest – nordest alterano continuamente lo sfondo, il terreno costituito per un 40% da distese sabbiose, le escursioni termiche che producono eccezionali balzi di temperatura, con la lancetta del termometro che passa dai 50 gradi diurni ai meno 2 nelle ore notturne.

“Un progetto ingovernabile” secondo il quotidiano El País. Le dodici imprese spagnole che fanno parte del consorzio “Al Shoula”, con la società Talgo come capofila, scontano rallentamenti nell’esecuzione delle opere, difficoltà di coordinamento, carenze di analisi tecniche preliminari. Non è inusuale che le aziende, in sede di gara internazionale, prestino poca attenzione agli studi preventivi, il più delle volte dall’approssimazione iniziale non possono che seguire ritardi nella successiva esecuzione, varianti progettuali, maggiorazione di costi.

Quanto sta accadendo nel deserto arabico: lavori che procedono a rilento – la consegna dell’opera per dicembre 2016 è vista come una chimera -, studi suppletivi sul tracciato, l’incertezza dei 1600 chilometri quadrati di sabbia che toccano i binari dal chilometro 117 al 227. Cento chilometri che fanno perdere il sonno ai progettisti, nessun precedente nella letteratura ingegneristica: è la prima volta che si programma una linea ad alta velocità tra le dune, con un movimento medio delle alture di sabbia di quasi 50 metri nella stagione estiva. Lunghi tratti di binari poggiati su cemento rafforzato, fossi che costeggiano la linea ferrata, mura di contenimento, soluzioni che causano sovrapprezzi, tecniche forse non decisive, di certo da sperimentare nel tempo.

Gli ingegneri che negli anni ’70 progettarono un nastro per il trasporto di fosfati in un lungo tracciato nel Sahara spagnolo di Bou Craa, nutrono forti dubbi su dove trasferire i milioni di tonnellate di sabbia che si accumuleranno ogni anno. E a quale prezzo?

I potenti del Regno pretendono risoluzioni rapide, il nuovo ministro dei trasporti, Abdullah bin Abdulrahman Al Muqbel, è ingegnere, sembra mettere in campo anche le personali conoscenze tecniche nella comunicazione con i vertici del consorzio.

Ingegneria progettuale che si intreccia con l’ingegneria diplomatica. E con le differenze culturali: confusione tra controllati e controllori, conflitti di interesse di imprese saudite subappaltatrici con interessi sulla stessa tratta anche nel trasporto su gomma, vagoni da progettare per soli uomini e per sole donne.

Trattiene il fiato anche un pezzo di Italia, la compagnia di navigazione “Linea Messina” si è aggiudicata la commessa per trasportare i vagoni Talgo dal porto di Barcellona al molo di Jeddah. Sono i trentasei treni che dovranno sfidare a 300 chilometri orari le sabbie del deserto.

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