Ultima boccata di ossigeno per le banche elleniche prima del probabile stop che arriverà il 18 febbraio. La Banca centrale europea, che mercoledì sera a sorpresa ha deciso che dall’11 febbraio non accetterà più i titoli di Stato greci detenuti dalle banche del Paese come garanzia per le operazioni di rifinanziamento, consentirà infatti alla Bank of Greece di fornire linee di liquidità di emergenza per 59,5 miliardi di euro agli istituti di credito. A riferirlo è l’agenzia Bloomberg, che cita una fonte secondo cui Francoforte ha dato il via libera alla concessione di 50 miliardi di euro nell’ambito dell’Emergency Liquidity Assistance (Ela), lo sportello di ultima istanza dell’Eurosistema, più altri 9,5 miliardi.

Con tutta probabilità si tratta dell’ultima chance per gli istituti greci, perché la prossima riunione del Consiglio della Bce, in calendario appunto il 18, con tutta probabilità voterà contro una nuova iniezione di soldi freschi in istituti che tra dicembre e gennaio hanno subito un’emorragia di depositi pari a oltre 15 miliardi di euro in seguito alla corsa agli sportelli dei cittadini terrorizzati dal rischio di un congelamento dei conti. Il numero uno della Bundesbank, Jens Weidmann, ha già avvertito che “l’Ela deve essere assicurato solo nel breve termine e a banche solventi”.

In questa situazione, il governo greco per bocca del premier Alexis Tsipras continua a minimizzare sostenendo che i depositi bancari in Grecia sono “completamente garantiti“. Non sembra però una coincidenza se proprio giovedì il neo presidente del Consiglio ha accettato l’invito del presidente russo Vladimir Putin a Mosca per il prossimo 9 maggio. La decisione arriva proprio mentre l’Unione europea osserva con preoccupazione le mosse del Paese temendo che Atene, se si ritroverà in default e fuori dall’euro, possa entrare nell’orbita della Russia. L’ufficializzazione del viaggio, dopo il verdetto dell’Eurotower e nel giorno in cui la Germania e il Fondo monetario internazionale si sono mostrati inflessibili nella richiesta che Atene si attenga ai patti con la troika se vuole ottenere una proroga del programma di aiuti, dà l’impressione che Tsipras intenda giocarsi l’ultima arma di ricatto che gli resta in mano ora che appare accerchiato da tutti i lati.

Il ministro delle FinanzeYanis Varoufakis, in un’intervista al giornale tedesco Die Zeit, ha comunque assicurato che la Grecia non chiederà “mai” aiuti finanziari a Mosca, e il portavoce del governo greco Gavriil Sakelaridis ha detto che il Paese intende “mantenere buone relazioni diplomatiche sia con gli Stati Uniti, che con la Russia e la Cina, tenendo sempre in considerazione l’interesse nazionale ed europeo”.