salvainarcassaSono passati poco meno di due anni dalla prima assemblea pubblica promossa dal movimento 150K Architetti, che nell’aprile 2013 raccolse il disagio dei liberi professionisti contro la riforma previdenziale Inarcassa, considerata iniqua e totalmente indifferente ai principi di solidarietà e di unione di categoria. Un disagio che ha preso forma in rete prima – con 150K Architetti, Inarcassa Insostenibile, (tra i fondatori il coordinatore nazionale l’architetto romano Marco Lombardini e l’architetto pescarese Gianluigi D’Angelo), Salvainarcassa movimento dei delegati Inarcassa ( coordinatore Enrico Oriella delegato ingegneri di Vicenza ) – trovando voce, poi, nella denuncia di una minoranza di delegati e nell’appoggio di alcuni Ordini provinciali.

Ma in questi ultimi due anni la Cassa è stata chiamata in causa anche per la sua discussa gestione: dalla denuncia per le sanzioni che spesso raggiungono anche l’80% dei contributi dovuti” del Delegato Architetti Verona, Iris Franco; all’iniziativa – contestata dal Delegato Architetti Roma, Gianluca Valle – di remunerare, in piena crisi, l’amministratore della Società per Azioni Arpinge s.p.a. costituita nel 2013, ma attiva solo dal 2 maggio 2014 – con il favoloso compenso di euro 488.900,00 (per il solo primo esercizio 2013- 2014 ); all’indignazione del Delegato Inarcassa Architetti Siracusa, Francesco Lombardo che, sulla rivista on line Ingenio, informa gli iscritti della recente spavalda iniziativa elettorale dell’attuale vicepresidente Inarcassa, Giuseppe Santoro. Il Delegato Ingegneri di Udine, Marcello Conti poi, in una lettera aperta alla presidente Muratorio, non usa mezzi termini: “Una serie di fatti ha minato alla base un’attesa crescita del nostro Ente Previdenziale nell’interesse degli Associati”.

Un malessere diffuso, che ha allargato il fronte del dissenso di una categoria di professionisti decisa ad uscire dal cono d’ombra nel quale è stata progressivamente sospinta anche dalla mancata lungimiranza degli stessi rappresentanti istituzionali. Come non ricordare le deludenti dichiarazioni del presidente del Cnaccp all’indomani della riforma delle professioni su abolizione dei minimi tariffari, obbligo della formazione continua e assicurazione obbligatoria? L’aumento dei contributi minimi annuali portati a 2.910 euro da versare a Inarcassa ha fatto il resto, spingendo fuori dal mondo del lavoro quei professionisti che, con la stagnazione economica, pensavano di tenersi a galla in attesa di tempi migliori; e che invece si sono visti obbligati a chiudere la propria partita Iva.

E’ in questo clima che si è arrivati ad un atteso confronto lo scorso 26 gennaio a Roma tra Massimo Angrisani, ordinario di Matematica finanziaria e Tecnica attuariale per la previdenza a “La Sapienza” , la Presidente uscente di Inarcassa, arch. Paola Muratorio e gli esponenti di quegli Ordini e movimenti che hanno preso posizione contro l’attuale gestione della previdenza. Appuntamento che ha ufficialmente aperto la campagna elettorale per le elezioni del futuro Comitato Nazionale dei Delegati.

La (affollata) tavola rotonda è stata preceduta dalla relazione di Angrisani, che ha dimostrato come la riforma consenta ampi margini di miglioramento: in futuro non si potrà non tener conto dell’allarmante dato che vede un alto numero di cancellazioni da Inarcassa; così come è impensabile che quella parte di iscritti (pari a ¼) che percepisce un reddito insufficiente contribuisca al Pil della Cassa (generando un appesantimento della categoria), senza prevedere per questi una gestione previdenziale differenziata. Osservazioni che vanno oltre le teorie e i teoremi sui quali si fonda la riforma, alle quali Muratorio ha replicato con tecnicismi astratti che stridono con la realtà: su 167.092 iscritti ad Inarcassa, il 27% vive sotto la soglia della povertà con un reddito inferiore a 8.000 euro; mentre circa 1/3 degli associati dichiara un reddito di circa 15.500 euro. Sono dati resi noti dalla stessa Inarcassa, che non ha esitato ad inasprire il regime sanzionatorio rispetto al 2012, per gli inadempimenti contributivi degli architetti e ingegneri, dovuti alla mancata, ritardata, incompleta o errata presentazione della dichiarazione del reddito.

Verso la conclusione del dibattito, l’inaspettata apertura di Muratorio ad emendare la riforma (da sempre presentata come la migliore delle riforme possibili) ha spiazzato non poco l’auditorio. Secca la replica di Enrico Oriella: “A due anni della riforma poco o niente si è fatto per andare incontro ai professionisti in difficoltà, ora serve un nuovo indirizzo politico per Inarcassa”.

L’appuntamento per gli architetti e gli ingegneri è per le elezioni del prossimo marzo 2015.