Fissata per le 15 di oggi la prima votazione a Montecitorio per eleggere il successore di Giorgio Napolitano al Quirinale. Ai primi tre scrutini è necessaria una maggioranza dei due terzi dei voti, quindi 672 preferenze su un totale di 1009 elettori: dal quarto scrutinio invece il quorum scende a 505 schede. Capiremo già tra poco, e da quanto ci diranno i nostri inviati, quali saranno i tempi per arrivare all’elezione del neo capo dello Stato. I nomi sui quali si tentano le mediazioni girano da diverse settimane. I siciliani Sergio Mattarella, Piero Grasso e Anna Finocchiaro. Poi quelli di Giuliano Amato, Graziano Delrio, am da ieri ha cominciato a circolare anche quello di Pierferdinando Casini. E poi c’è la rosa dei nomi, dell’opposizione, quella del Movimento 5 stelle. Alle 14 si chiudono le Quirinarie in Rete del M5S. Una lista di 10 nomi da votare sul blog di Beppe Grillo. Ci sono Romano Prodi e Pierluigi Bersani. Il primo è stato inserito dopo essere stato proposto dalla minoranza Pd in risposta all’appello di Grillo e Casaleggio; il secondo invece è stato suggerito dal membro del direttorio Alessandro Di Battista. Nell’elenco compaiono poi Raffaele Cantone, Lorenza Carlassare (che però si è sfilata dalla corsa), Nino Di Matteo, Ferdinando Imposimato, Elio Lannutti, Paolo Maddalena, Salvatore Settis, Gustavo Zagrebelsky. Ne abbiamo parlato al FattoTv. Ospiti: Antonio Padellaro (direttore Il Fatto Quotidiano), Peter Gomez (direttore ilfattoquotidiano.it), Antonello Caporale (Il Fatto Quotidiano) e il costituzionalista ed esperto di leggi elettorali Stefano Ceccanti. In studio Lorenzo Galeazzi e David Perluigi (ilfattoquotidiano.it)