La memoria di un ex deportato nel lager nazista di Mauthausen “soffocata” da un sacco della spazzatura. Un brutto pasticcio quello ai danni di Nedo Nencioni, morto a 85 anni il 7 settembre 2012 a Empoli. A inizio 2014 il Comune di Fucecchio aveva deciso di intitolargli una strada di periferia: “Nedo Nencioni deportato politico”. La prefettura di Firenze non acconsentì all’intitolazione ma il cartello era ormai già stato installato: l’amministrazione comunale dovette quindi provvedere a coprirlo. Ed ecco la beffa: il nome di Nencioni è restato infatti fino al 26 gennaio coperto e avvolto con un sacchetto di nylon nero, uno di quelli utilizzati per la spazzatura. In barba al rispetto per l’orrore vissuto in prima persona dalla “matricola 57302” nel campo di concentramento austriaco. Oggi, in occasione della Giornata della Memoria, il Comune e l’Aned (l’Associazione nazionale ex deportati) hanno tolto il sacchetto e hanno omaggiato la targa con un foulard dell’associazione.

Vasco e Luciano Nencioni, figli di Nedo, continuano a sperare che la memoria del padre possa essere onorata. La stessa cosa la stanno chiedendo molti cittadini di Fucecchio, tra i quali diversi esponenti politici: “Doveroso intitolare una parte di paese a un pezzo di storia” afferma Silvia Frino, segretario locale dei Giovani demcoratici. “È soprattutto grazie a persone come Nedo che questo paese ha potuto vivere in una Repubblica democratica” osserva Emanuele Cripezzi, capogruppo di Fabrica Comune-La Sinistra. La questione, portata all’attenzione dal Tirreno, continua a far discutere. Nencioni, originario di Livorno, era stato costretto a trasferirsi a Empoli per sfuggire ai bombardamenti. Nedo e il padre Giuseppe (allora 40enne), entrambi vetrai alla Taddei, vennero deportati a Mauthausen l’8 marzo 1944, a seguito di uno sciopero generale: Nedo fu liberato dagli americani mentre il padre morì nel campo di Ebensee.

La decisione di intitolare una via a Nencioni – in passato anche portavoce dell’Aned – era stata approvata il 29 gennaio 2014 dalla giunta Pd guidata da Claudio Tosi. Scelta confermata e sostenuta anche dall’attuale sindaco Pd Alessio Spinelli, eletto lo scorso maggio: “Un gesto bello e coraggioso quello di Claudio”. L’installazione effettiva del cartello – precisa Spinelli – è avvenuta lo scorso 6 marzo. Poi la doccia fredda dalla prefettura. Perchè non è arrivato il via libera per l’intitolazione della via? La legge 1188 del 1927 – spiega a ilfattoquotidiano.it l’ufficio stampa della prefettura – parla chiaro: l’intitolazione di una via può avvenire soltanto una volta che sono passati 10 anni dalla scomparsa della persona. Principio derogabile soltanto nel caso di persone di fama nazionale: “Nencioni era però conosciuto esclusivamente nel territorio locale. Capiamo ciò che stanno provando i familiari ma purtroppo in questa storia non può esistere alcun margine di discrezionalità”. L’ufficio stampa ricostruisce anche la tempistica: “La delibera di giunta arrivò in Prefettura il 27 febbraio. Dal Comune ci chiesero di esprimersi entro l’8 marzo, così da arrivare all’eventuale intitolazione nello stesso giorno in cui Nencioni venne deportato. Il prefetto rispose il 3 marzo: la richiesta del Comune venne respinta poiché mancavano i requisiti”.

Spinelli – interpellato da ilfattoquotiodiano.it – non si dà però per vinto: “Nel 2010 Nencioni ha ricevuto la medaglia d’onore da parte del presidente Giorgio Napolitano: i suoi insegnamenti sono un prezioso patrimonio per tutta Italia, Nedo è l’emblema della Memoria”. Poi l’affondo: “Stiamo parlando di una legge del 1927: i termini di quella normativa dovrebbero essere attualizzati alla dinamicità dei tempi attuali”. Nei giorni scorsi era intervenuto anche l’ex sindaco Tosi: “In questo modo la burocrazia uccide i sentimenti”. Stesso ritornello da parte del segretario comunale del Pd Leonardo Bertini: “Non è giusto piegare la Memoria alla burocrazia”. Spinelli non vuol parlare di pasticcio: “La precedente giunta forse è stata un po’ frettolosa, ma nessuno si sarebbe immaginato che a un personaggio come Nencioni fosse negata l’intitolazione di una via”.

A ferire maggiormente l’animo di molti è stata quella busta di plastica nera che sembrava “soffocare” la memoria dell’ex deportato: “Quel sacco è stato messo dalla precedente amministrazione – aveva dichiarato nei giorni scorsi Spinelli – mi impegnerò sicuramente a toglierlo e a utilizzare un materiale più decoroso e dignitoso”. L’attuale sindaco non si rassegna: “Mi piacerebbe che il prefetto cambiasse idea e che quella via fosse dedicata a Nedo. Nei prossimi giorni andrò nuovamente in Prefettura con nuovi documenti: Nencioni ha vissuto cose inimmaginabili e si è speso per anni con i giovani studenti”. E se la Prefettura restasse sulla sua posizione? “In quel caso gli intitoleremo un circolo culturale, una biblioteca o la sala del consiglio comunale. I cittadini non devono temere: la memoria di Nedo sarà valorizzata nel migliore dei modi possibili”.