E’ uscito il 15 gennaio in Italia “Sottomissione” (edito da Bompiani), l’ultimo libro di Michel Houellebecq che pronostica uno scontro finale, nel 2022, tra la leader del Front National, Marine Le Pen, e il personaggio di sua invenzione Mohamed Ben Abbes, primo capo di Stato musulmano a salire all’Eliseo nella storia d’Europa. Annunciato in Francia come l’evento letterario di inizio 2015, questo romanzo di fantapolitica ha già diviso la critica, perchè il libro entra in pieno nel dibattito in corso da tempo sull’identità nazionale e sul corretto rapporto con l’immigrazione, specie quella di matrice religiosa musulmana. E il caso ha voluto che il libro sia uscito in Francia proprio nel giorno degli attentati di Parigi e nella redazione di Charlie Hebdo. L’autore delle ‘Particelle elementari’ si è già difeso dalle accuse di razzismo e islamofobia, rivendicando il diritto di trattare temi d’attualità, anche scomodi. Per capire se il romanzo smuova la coscienza collettiva o se si tratti, come scrive Alessandro Baricco in una delle più dure recensioni, di “un’inutile lezione e del racconto del declino di un docente di mezza età e della civiltà che lo ha prodotto”, ne abbiamo parlato dagli studi del FattoTv con Stefano Feltri (il Fatto Quotidiano), Pierluigi Battista (Corriere della Sera), Pietrangelo Buttafuoco (giornalista e scrittore) e in collegamento telefonico Vincenzo Latronico (scrittore) e Manlio Graziano (professore di Geopolitica delle religioni – Università Sorbonne di Parigi)

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