Niente abolizione del numero chiuso o “modello alla francese”: i test di ammissione a Medicina 2015 si faranno. E si faranno di nuovo in autunno, dopo esser stati anticipati lo scorso anno ad aprile. È una doppia marcia indietro quella del ministro Stefania Giannini: non soltanto sul merito delle prove, confermate dopo mesi di annunci di rivoluzione. Ma anche sulla data, che torna quella tradizionale di settembre.

Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca lo ha annunciato nel corso di un’audizione in Commissione alla Camera: “Il mantenimento dell’accesso programmato è un punto fermo del percorso per diventare medici. Cancellarlo sarebbe un salto indietro nel passato, deleterio per il sistema sanitario italiano che è uno dei migliori al mondo”, ha dichiarato. Aggiungendo che “non si tratta di un passo indietro, nessuno ha mai parlato di togliere il numero chiuso”. In realtà lo scorso maggio la titolare di viale Trastevere era stata abbastanza chiara, parlando di “adattamento al contesto italiano del modello francese, con accesso libero al primo anno e selezione alla fine di esso su base meritocratica” . Un cambiamento da adottare “entro luglio”, in tempo per il nuovo anno accademico. La proposta, però, era stata accolta con scetticismo soprattutto dalle università, spaventate dall’enorme massa di studenti che avrebbe potuto riversarsi negli atenei. E c’era stata anche una petizione Pd per fermare il progetto.

Evidentemente le obiezioni avanzate hanno fatto breccia sull’opinione del ministro. La rivoluzione, infatti, è rimandata a data da destinarsi, e resta solo sul piano dell’eventualità. Per il prossimo anno la Giannini ha annunciato una revisione del contenuto dei test “per rendere la prova più qualificata”. Intanto il ministero si propone di agire a monte, per limitare il numero di iscrizioni ai test d’ammissione: “Lo scorso anno avevamo 63mila candidati a fronte di 10.500 posti. Un numero spropositato, un’anomalia tutta italiana”, ha detto il ministro. Per questo verranno messe in atto delle campagne di orientamento nelle scuole (compresa la somministrazione di test di auto-valutazione), nella speranza di “dissuadere” chi non è realmente interessato o portato per medicina. “Soltanto se e quando riusciremo a ridimensionare il numero delle domande, allora ci sarà la possibilità di pensare a degli strumenti di selezione migliori di quelli attuali”, ha concluso il ministro. L’obiettivo è fissato a 25-30mila candidati, meno della metà dell’anno scorso. Il percorso, dunque, è ancora lungo. E del resto non potrebbe essere altrimenti, visto che le università italiane non sono attrezzate per imbarcare al primo anno decine di migliaia di aspiranti medici.

Novità, infine, sulla data dei test. “Nel 2015 si terranno nella prima decade di settembre”, ha annunciato Giannini. Anche qui si tratta di un ripensamento, visto che l’anno scorso le prove si erano svolte ad aprile fra mille polemiche. Va detto, però, che la tempistica anticipata era stata frutto di una decisione della gestione precedente, e il ministro si era detta da subito contraria. Ma così viene individuata per la terza volta in tre anni una data differente: l’ex ministro Profumo avrebbe voluto i test a luglio, la Carrozza li aveva spostati ad aprile, Giannini li riporta in autunno. In questo modo le università (almeno quelle disponibili a farlo) avranno tempo di organizzare in estate dei corsi preparatori. Si accorcerà drasticamente, però, la finestra per lo scorrimento delle graduatorie, che nel 2014 aveva incontrato problemi e ritardi. Ma in fondo la marcia indietro del Ministero non stupisce. Tutto il percorso di formazione in Medicina (scuole di specializzazione comprese) è in piena evoluzione, ancora alla ricerca di una sua dimensione. La vera sorpresa sarebbe stata non avere novità per il prossimo anno.

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