Primo giorno di primarie, primi dati, primi nomi e prime preferenze. I voti arrivati sul sito del Fatto Quotidiano, alle cinque di ieri pomeriggio, erano quasi diciottomila. Parliamo delle “primarie” online, lanciate dal Fatto, per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica, un’iniziativa per coinvolgere lettori e cittadini nella scelta tra i diversi candidati.

E magari per lanciare un messaggio ai partiti e aiutarli a capire meglio ciò che chiedono e vogliono gli elettori. Tra i 43 nomi papabili, quelli cioè trapelati finora da giornali, siti web e sedi istituzionali, le preferenze espresse ieri hanno indicato al primo posto Stefano Rodotà. Il giurista 81enne, già candidato del Movimento 5 Stelle durante le elezioni 2013 (secondo a Giorgio Napolitano con 217 voti nell’ultima votazione delle Camere riunite in seduta congiunta), ha ricevuto 3890 preferenze.

A seguirlo, l’ex magistrato inquirente Ferdinando Imposimato, con 2238 voti e Gustavo Zagrebelsky presidente emerito della Consulta con 1583 voti. L’ex premier Romano Prodi, per il quale lo stesso Silvio Berlusconi avrebbe dichiarato un beneplacito tutto da dimostrare, ha raggiunto quota 1224 voti mentre al sesto posto c’è la prima donna: Emma Bonino, Radicale ed ex ministro degli Esteri del governo Letta, ha ricevuto 977 preferenze.

A pochi voti di distanza, la giornalista Milena Gabanelli, conduttrice di Report e ‘vecchia fiamma’ del Movimento 5 Stelle. Nel 2013 Grillo la propose come nome per il Quirinale, ma lei rifiutò. Ha ricevuto 960 voti. Quasi a pari merito, con 945 preferenze, c’è il pm antimafia Antonino Di Matteo, impegnato nel processo sulla trattativa Stato-mafia e già identificato dai lettori del Fatto come una delle due personalità di spicco del 2014, dopo Papa Francesco. Il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri ha ricevuto 707 voti, seguito dall’ex procuratore di Torino Gian Carlo Caselli (698) e dal medico di Emergency Gino Strada (609). Con 148 voti, chiude l’elenco lo scrittore Umberto Eco.

Sono, al momento, 11 nomi su 43 indicati, alternati tra figure politiche, tecniche, intellettuali e artistiche. Nella schiera dei papabili rientrano infatti il discusso nome di Riccardo Muti, per anni direttore musicale del Teatro alla Scala di Milano, il giudice della Consulta ed ex premier Giuliano Amato , l’ex sottosegretario Gianni Letta, l’imprenditore Bernardo Caprotti, patron della catena di supermercati Esselunga tanto amato da Matteo Salvini insieme al direttore de Il Giornale Vittorio Feltri, e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Quelle indicate, tuttavia, non sono preferenze vincolanti. Ogni utente può proporre la sua. Tra le scelte “fuori lista” suggerite ieri, Beppe Grillo ha ricevuto 46 voti e Marco Travaglio 49. La consultazione online durerà 10 giorni, ma non sarà possibile seguire l’andamento in diretta. La sorpresa, nel ballottaggio finale quando si voterà per scegliere “il nostro Presidente” tra i venti nomi più votati.

Dal Fatto Quotidiano dell’8 gennaio 2015