Doveva insediarsi a gennaio inoltrato, e invece Franco Lo Voi ha preso possesso del suo nuovo ufficio da procuratore capo di Palermo appena 13 giorni dopo la nomina del plenum del Csm. Un vero e proprio record arrivato grazie all’istituto del possesso anticipato: per Lo Voi, il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha ordinato l’immediata presa di possesso del nuovo incarico prima che la nomina fosse pubblicata sul gazzettino ufficiale di via Arenula. Una scelta, quella del guardasigilli, approvata da Giorgio Napolitano, che il 22 dicembre ha firmato l’apposito decreto del Presidente della Repubblica. “Il possesso anticipato? Perché lo chiede a me? Mi è arrivato solo il decreto” diceva il diretto interessato nel pomeriggio di ieri. Alle undici e trenta del mattino, invece, Lo Voi si è presentato al secondo piano del palazzo di giustizia di Palermo, indossando la toga davanti alla prima sezione civile, presieduta da Leonardo Guarnotta, storico membro del pool antimafia e oggi presidente del tribunale di Palermo, coadiuvato da due giudici del Riesame.

A rendere omaggio al nuovo procuratore capo di Palermo, oltre a tutto lo stato maggiore del palazzo di giustizia, sono arrivati anche il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti e il capo della procura di Roma Giuseppe Pignatone. Assente invece il procuratore generale Roberto Scarpinato. “In procura non ci sono veleni: non ci sono e non ci saranno. Forse sono fuori da qui, ma ci scivoleranno addosso” ha detto il neo procuratore Lo Voi, riferendosi chiaramente alle polemiche suscitate dalla sua nomina. Decisivi per la sua elezione al Csm sono stati, infatti, i voti dei quattro consiglieri laici, indicati dai partiti, che hanno dato per la prima volta un senso politico alla designazione del procuratore capo di Palermo. Lo Voi, tra l’altro, non aveva mai diretto un ufficio giudiziario né da capo e nemmeno da aggiunto a differenza dei concorrenti: il capo dei pm di Caltanissetta Sergio Lari, e quello dei pm di Messina Guido Lo Forte, entrambi aggiunti a Palermo negli anni ’90. Il neo procuratore, che ha un’anzianità inferiore rispetto ai due sfidanti sconfitti, è stato sostituto a Palermo fino al 1997, e dal 2010 è il rappresentante italiano a Eurojust: nomina che è arrivata su indicazione di Angelino Alfano, all’epoca guardasigilli del governo Berlusconi.

Probabilmente Orlando ha optato per il possesso anticipato per neutralizzare possibili ricorsi al Tar di Lo Forte e Lari: se Lo Voi non si fosse insediato, il tribunale amministrativo avrebbe potuto congelare la sua nomina. Così non è stato e appena tredici giorni dopo l’elezioni al plenum del Csm Lo Voi ha preso possesso del suo nuovo ufficio: meglio di lui, negli ultimi anni, ha fatto solo Giovanni Salvi, insediatosi alla guida della procura di Catania l’11 novembre del 2011, sette giorni dopo la designazione del plenum del Csm. “Le indagini e i processi andranno avanti tutti, perché sono tutti importanti, ma non esistono magistrati di serie A e di serie B” è stato un altro passaggio importante del discorso inaugurale del nuovo capo dell’ufficio inquirente palermitano. Quasi un riferimento diretto all’inchiesta sulla Trattativa tra pezzi delle Istituzioni e Cosa Nostra: ad assistere all’insediamento di Lo Voi erano presenti anche il procuratore aggiunto Vittorio Teresi e i sostituti Nino Di Matteo e Francesco Del Bene, che insieme a Roberto Tartaglia (assente perché in ferie) rappresentano il pool che indaga sul presunto Patto Stato-mafia. “Vorrei che tra i criteri di scelta del nuovo Procuratore Capo a Palermo ci fosse quello di nominare qualcuno disposto a confermare la sua condivisione del processo per la trattativa e dei pm che lo gestiscono” aveva detto Teresi nei giorni precedenti all’elezione del nuovo procuratore.

Le polemiche sulla poltrona più alta della procura palermitana cominciano, infatti, già quest’estate quando Guido Lo Forte raccoglie tre voti in commissione incarichi direttivi del Csm: il favorito per la guida delle toghe palermitane è lui. Dal Quirinale però arriva una lettera, firmata dal segretario generale Donato Marra, che ordina a Palazzo dei Marescialli di procedere prima alla nomina dei posti vacanti da maggior tempo. La nomina del procuratore capo di Palermo, quindi, slitta: nel frattempo il plenum del Csm viene rinnovato. E il 4 dicembre scorso il vantaggio di Lo Forte è azzerato: in commissione incarichi direttivi Lari e Lo Voi raccolgono due voti a testa. Il plenum poi incorona Lo Voi grazie ai voti dei consiglieri laici, incluso Alessio Zaccaria, indicato dal Movimento Cinque Stelle: e oggi il magistrato nominato a Eurojust dal governo Berlusconi ha preso possesso a tappe forzate dell’ufficio lasciato vuoto il primo agosto scorso da Francesco Messineo.

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