Pur di fermare l’eterno nemico si è dimostrato disposto persino ad abiurare il suo dogma, l’intoccabile tridente. Ma dovrà attendere ancora, Zdenek Zeman. Non batte la Juventus dalla stagione 1998/99 e riuscirci con il Cagliari, al Sant’Elia, dove finora i rossoblù non hanno mai vinto, sarebbe stata davvero un’impresa. I bianconeri hanno smontato il sogno in un quarto d’ora, colpendo una squadra a disagio nel 4-4-2 voluto dal tecnico boemo, con quattro difensori centrali a coprire Cragno e i consueti terzini di spinta schierati come esterni di centrocampo. Centoventi secondi e Tevez ha già squarciato la cerniera approfittando di una respinta corta del portiere sugli sviluppi di un’azione che aveva già portato Llorente a sfiorare il vantaggio.

Aperta la porta, la Juventus sfonda il fragile impianto con il quale Zeman aveva tentato di sorprendere la capolista per fare un regalo alla ‘sua’ Roma. Dopo un colpo di testa velenoso di Ekdal, Vidal stabilisce chi è il padrone della gara con una botta morbida dal limite che sorprende tutti. Il Cagliari si sarebbe dovuto coprire ma è in realtà nudo, fuori dal suo abito sicuro. Non riesce ad attaccare né mette mai alle corde i bianconeri contro i quali non può lottare sotto il profilo tecnico ma potrebbe aggredire atleticamente. E invece zero, ci prova in maniera timida senza mai convincere. Basta analizzare la partita di Ibarbo, uomo chiave sullo scacchiere boemo: non un accelerazione, una serpentina velenosa. La Juventus controlla senza affanni, guidata da un Pirlo preciso e da un Vidal finalmente tonico, al di là del gol. Chiude così il 2014 a quota 95 punti e da capolista eterna, in vetta dal novembre 2013 quando proprio il Cagliari permise il sorpasso ai danni della Roma.

È cinica, anche. Ogni volta che i sardi provano a tirare la testa fuori dal sacco, li punisce brutalmente. Era successo nel primo tempo con il raddoppio del cileno, la storia si ripete con il tris di Llorente che arriva dopo un inizio di ripresa vivace da parte dei rossoblù. Perfetto il lancio di Pirlo, leggermente deviata la conclusione dell’attaccante basco che manda ko Cragno. La mazzata stende Zeman, che con l’inserimento di Donsah al posto di Benedetti aveva mescolato le carte tornando al 4-3-3 e trovando subito una buona occasione con Ekdal. Quel che resta del Cagliari è tutto orgoglio e voglia di non disunirsi. Produce tante occasioni ma è impreciso, a parte il gol di Rossettini. Nel finale Allegri deve vivere qualche brivido di troppo ma porta a casa 3 punti e non perde diffidati in vista della Supercoppa Italiana che giocherà lunedì contro il Napoli a Doha, in Qatar. Si riaffaccerà nel 2015 da capolista, con l’Inter all’orizzonte, avendo debellato la mini-pareggite (3 di fila) che l’aveva colpita tra Champions e campionato. E forse esponendo in bacheca il suo primo trofeo sulla panchina bianconera. I sardi invece allungano a otto la striscia di partite senza vittorie e contano un solo gol fatto nelle ultime quattro. Il luna park di Zemanlandia non funziona più.

Twitter: @AndreaTundo1