Ricordi dolci e bocconi amari sbucano dall’urna di Nyon, dove la Juventus pesca il Borussia Dortmund. Poteva andare molto peggio perché, lo dice Pavel Nedved ai microfoni di Sky Sport, “ci sono squadre ingiocabili”. Quindi “va bene così, sentiamo di poterci qualificare”, taglia corto il dirigente bianconero. Saranno quindi i tedeschi allenati da Jurgen Klopp, fuori ai quarti lo scorso anno e arrivati alla tappa conclusiva nell’edizione 2013, gli avversari della Juventus negli ottavi di Champions League. Il ricordo inevitabilmente scivola alla finale 1997 e al più vicino e ben augurante Germania-Italia 0-2 che si giocò al Westfalenstadion, oggi Signal Iduna Park. Oppure al fresco incrocio di mercato con la cessione di Ciro Immobile avvenuta la scorsa estate: cresciuto e svezzato nel settore giovanile della Vecchia Signora, l’attaccante azzurro è stato tra i protagonisti della prima fase nelle fila del Borussia come l’ex milanista Aubameyang.

Il cammino del Borussia sulle ali di Immobile – Una squadra a due facce, finora, il Dortmund. Falcidiato dagli infortuni, è penultimo in Bundesliga ma ha vinto il Girone D chiudendo a 13 punti. Quattro vittorie, un pareggio e un solo ko con 14 gol fatti e 4 subiti per mettersi dietro Arsenal, Anderlecht e Galatasaray. E portare a quattro il numero delle tedesche arrivate nella seconda fase. Un ruolo fondamentale del tenere a galla gli uomini di Klopp l’hanno svolto i tifosi, trascinati dal ‘muro giallo’ della curva sud del Signal Iduna, una delle più calde al mondo. Dopo la recente vittoria contro l’Hoffenheim hanno cantato Jingle Bells con la squadra per festeggiare un successo salvavita viste le condizioni in campionato. Ma agli ottavi mancano ancora due mesi (l’andata a Torino il 18 o il 25 febbraio) e la condizione nella quale si presenteranno i gialloneri è tutta da stabilire. Anche perché finora in Champions League hanno comunque difficilmente girato a vuoto, spinti dai 4 gol in 5 presenze di Immobile (uno ogni 81’ minuti). Un affare, il trasferimento della punta napoletana, chiuso poche ore dopo la convocazione in azzurro e costata alle casse del club circa 20 milioni di euro, divisi da Juventus e Torino. 

Ricordi agrodolci – Ma Borussia per i bianconeri vuol dire anche la finale di Champions League persa nel 1997. Novanta minuti che avrebbero potuto sancire il bis dopo la vittoria dell’anno prima all’Olimpico di Roma. Invece a Monaco non bastò la magia di tacco di Alessandro Del Piero per ribaltare la doppietta di Karl-Heinze Riedle (che alla vigilia annunciò: ‘Farò due gol’). Anzi, un capolavoro di Lars Ricken chiuse definitivamente la partita a venti minuti dalla fine. Era la Juventus di Zinedine Zidane ma anche di Del Piero, appunto, e di Marcello Lippi. Due che si vendicarono nel 2006 in azzurro facendo piangere l’intera Germania, sbattuta fuori in semifinale proprio a Dortmund. Riedle, oggi ambasciatore della finale di Champions, che quest’anno si gioca per la prima volta a Berlino, ha detto a caldo: “Lo scorso anno avrei detto Borussia, ma in questa stagione hanno entrambe il 50 per cento di possibilità di passare”.

Le altre – Molto meno equilibrati gli accoppiamenti delle altre tedesche. Ovviamente a proprio favore quello del Bayern Monaco che se la vedrà con lo Shakhtar Donetsk, mentre l’urna ha voltato le spalle allo Schalke 04 di Roberto Di Matteo e al Bayer Leverkusen, alle prese con le due madrilene. Come lo scorso anno si incrociano agli ottavi Barcellona e Manchester City, una situazione simile a Chelsea-Paris Saint Germain che si scontrarono ai quarti. Chiudono il quadro PortoBasilea e la romantica MonacoArsenal con il ritorno nel Principato di Wenger. A conti fatti, la Spagna è quella che ha le maggiori chance di qualificare tre squadre ai quarti.

Così in Europa League – Difficile che l’Italia riesca invece a mantenere un gran numero di squadre in corsa come successo dopo la prima fase di Champions ed Europa League. Le cinque italiane impegnate nella seconda coppa continentale hanno tutte pescato male nell’urna. È andata abbastanza bene solo al Napoli, al quale toccherà il Trabzonspor. Pessimi avversari per Fiorentina, che dovrà abbattere il Tottenham, e Torino, alle prese con l’Athletic Bilbao già killer dei sogni di Champions della squadra di Benitez. Non sono state fortunate anche Roma e Inter. I giallorossi andranno a far visita al Feyenoord, mentre Mancini dovrà vedersela contro il Celtic Glasgow.