“Stanno qui, fanno quello che vogliono. Stanno qua dentro e fanno interdizione dalla mattina alla sera. E’ più opposizione Brunetta o Fassina, Romani o Boccia?”. E’ l’attacco rivolto a margine dell’assemblea Pd da Roberto Giachetti a Stefano Fassina, che dal palco del Parco dei principi, a Roma, aveva attaccato Matteo Renzi definendo “inaccettabile la delegittimazione morale e politica di chi ha posizioni diverse dalle tue”. “Nessuno li minaccia – argomenta Giachetti – ma noi abbiamo il diritto di andare avanti. Mi regolo su quello che fanno: danno un ottimo contributo più cospicuo di tutte le opposizioni messe insieme. Ma le considerazioni di opposizione di Brunetta mi paiono più pertinenti e approfondite di quelle degli altri”. Riguardo la presunta volontà di andare al voto del premier di cui aveva parlato Fassina nel suo intervento, Giachetti afferma: “Lo dico da un anno e mezzo che sono per andare a elezioni” ma se ora Fassina accusa Renzi di voler votare, a Fassina bisogna chiedere: ‘Ad andare al voto con questa legge e prendere un due per cento ci guadagnerebbe Renzi o Fassina?'”. Quanto all’ipotesi che Civati lasci il partito dice: “E’ una perdita qualunque militante se ne vada dal Pd”. Poi aggiunge: “Se non stessero nel Pd, non se li filerebbe nessuno“.

Non si fa attendere la risposta di Fassina. “Giachetti dovrebbe uscire dai Palazzi, dovrebbe farsi un giro nelle strade nelle piazze, parlare con i lavoratori, con i precari, con i disoccupati: venerdì hanno perso ottanta-cento euro per dire che non sono d’accordo con il governo, non cercavano visibilità. Giachetti dovrebbe guardare la realtà prima di fare affermazioni insensate”. Poi il “dissidente” torna sulla polica con il premier: “Renzi ha espresso delle valutazioni inaccettabili su chi ha posizioni diverse dalle sue. E’ in difficoltà rispetto alle aspettative che ha generato e ora cerca un capro espiatorio per andare alle elezioni. E’ inaccettabile”. Ma, nonostante tutto, di lasciare il partito non se ne parla: “Non sto pensando a uscire dal Pd”.